CENTRO ASTALLI
Rifugiati: «Terre senza promesse»
Somalia, Eritrea, Etiopia: da questi paesi proviene la maggior parte delle persone che salpano dalla Libia per cercare asilo in Italia. Sbarcano sulle coste del nostro paese in condizioni disperate, e di loro non sappiamo molto, anzi nulla. L’ unica cosa che spesso pensiamo è che sono troppi. Ma adesso le loro vicende sono diventate un libro: «Terre senza promesse», storie di rifugiati in Italia (Avagliano editore), curato dal Centro Astalli, il servizio dei Gesuiti per i rifugiati. Verrà presentato questa mattina in Campidoglio (ore 10.30 sala della Protomoteca, piazza del Campidoglio 55) dal direttore di radio vaticana, padre Federico Lombardi, dal presidente del Pontificio collegio per i migranti monsignor Antonio Maria Vegliò e dalla scrittrice Melania Mazzucco che ha sottolineato come «le rotte delle migrazioni non sono a senso unico: sono strade aperte, segnate dalla fame, dalle guerre, dalla storia. La mèta di ieri è il punto di fuga di oggi». L’ attore Massimo Wertmuller reciterà alcuni brani tratti dal volume e vi sarà un intervento video dello scrittore Andrea Camilleri. Il Centro Astalli che da anni si impegna nel difficile compito di far conoscere chi sono i rifugiati in Italia, le loro storie e i motivi che li hanno portati fin qui. E con questo libro ha voluto dar voce ai racconti di dieci immigrati che vivono nel nostro paese, chiedendo in contemporanea a dieci esponenti della cultura italiana (Gad Lerner, Andrea Camilleri, Enzo Bianchi, Erri De Luca, Antonia Arslan, Giovanni Maria Bellu, Giulio Albanese, Amara Lakhous, Melania Mazzucco, Ascanio Celestini) di leggere un racconto e di commentarlo con un’ introduzione. Così, scorrendo le pagine di «Terre senza promesse», si sperimenta un interessante dialogo tra scrittori italiani e rifugiati. E come ha scritto Erri De Luca nella prefazione al racconto «Straniero in patria»: «Ragazzo la tua storia è vagabonda come il mondo. Tu sei l’ Africa da dove siamo partiti tutti e continuiamo a farlo. Sei l’ avanzo d’ innumerevoli caduti che in te proseguono il cammino. Benvenuto al peggio che ti offriamo». Lilli Garrone RIPRODUZIONE RISERVATA
Garrone Lilli
Pagina 10
(19 ottobre 2011) – Corriere della Sera
viaRifugiati: «Terre senza promesse».
a cura di Roberto Gramola
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