Vent’anni di degrado all’ex Air Terminal i rifugiati traslocati in una comunità – Corriere della Sera Roma del 05-07-2012

i rifugiati traslocati in una comunità

Dietro l’attuale sfavillio di luci, una storia di abbandono della struttura: dei 70 afgani che l’avevano trasformata in ricovero 40 vivono adesso a «Il Faro»

ROMA – Le luci scintillanti e il successo di «Eataly» hanno fatto in questi giorni dimenticare i vent’anni di abbandono del terminal Ostiense. Perché l’edificio dalle grandi arcate, progettato dall’architetto italo-spagnolo Julio Lafuente e costruito per i Mondiali di calcio del 1990, finite le partite è rimasto per anni e anni nel degrado, senza più alcuna funzione. Si era parlato di portarvi gli uffici «Relazioni con il pubblico» di Campidoglio 2 e di altre attività, ma solo adesso le strutture sono tornate ad essere illuminate e le grandi vetrate ricostruite. Nell’abbandono il terminal è stato per un decennio la dimora di rifugiati, soprattutto dall’Afghanistan, che vi hanno vissuto in condizione estremamente precarie. Una settantina di afgani che una volta sgombrato l’edificio, grazie ad un accordo con il centro Astalli, sono riusciti a trovare accoglienza alla fondazione «Il Faro»: e 40 di loro vi vivono tutt’ora.

UNA CASA PER I SENZATETTO – «Furono mandati qui – racconta il direttore Gianni Del Bufalo – per un accordo fra la fondazione e il centro Astalli, che l’aveva a sua volta stipulato con il Campidoglio. La soluzione trovata è che noi offriamo l’accoglienza per dormire e la prima colazione; il centro Astalli la cena e l’assistenza notturna in caso abbiano bisogno di aiuto». Sono da tanto tempo in Italia, ma non per tutti c’è ancora un lavoro stabile.

«Tra di loro c’è un certo turn-over – aggiunge Gianni Del Bufalo – e molti di loro durante il giorno riescono a lavorare: qualcuno ha un’attività anche abbastanza continua nei mercati, soprattutto per il carico e lo scarico delle merci. Altri hanno piccole possibilità di commercio ambulante, e qualcuno riesce a lavorare nei cantieri edili o come giardiniere». Qualcuno di loro ha seguito anche i corsi professionali della fondazione: «Come afgani adorano la pizza – racconta il direttore – e quindi hanno frequentato soprattutto corsi alimentari, tranne qualche eccezione come aiuto -parrucchiere».

CORSI PER TUTTI – La fondazione «Il Faro», nata per volontà di Susanna Agnelli nel 1997 e in piena attività dall’anno 2000, è in via Virginia Agnelli, nel grande stabile che prima era una scuola per infermiere e che poi è stato donato dalla stessa famiglia Agnelli alla Croce Rossa: la fondazione vi è in comodato d’uso e l’obiettivo ideato dalla sua fondatrice è quello di «insegnare un mestiere a giovani in difficoltà, consentendo loro di acquisire capacità professionali spendibili sul mercato del lavoro o nell’ambito dell’artigianato e dell’auto-imprenditoria». Oggi a proseguire l’attività della fondazione sono soprattutto i due figli di «Suni», Samaritana e Lupo Rattazzi.

AIUTI PRIVATI E DELLA CDC – «’Il Faro’ va avanti – racconta ancora Gianni Del Bufalo – con un contributo economico della famiglia Rattazzi e con l’aiuto di alcuni sostenitori privati e della Camera di commercio. Mediamente si hanno almeno 17 corsi l’anno e formiamo circa 200 persone, non solo extracomunitari: gli immigrati sono il 90 per cento, ma vi sono anche italiani perché, come dice lo statuto, i corsi sono aperti a tutti i giovani in difficoltà».

ELETTRICISTI E ACCONCIATORI – Corsi importanti per la loro integrazione: «Circa il 40 per cento dei ragazzi che hanno il nostro ‘diploma’, un’eccellenza di base di alta qualità per un mestiere, trovano abbastanza facilmente lavoro. Una media decisamente alta». I ragazzi imparano a diventare elettricisti o idraulici, baristi, cuochi, cameriere, falegnami e acconciatori… «E sono sempre felicissimi, perché sanno che è una svolta per la loro vita – conclude Del Bufalo – e ci ringraziano per aver dato loro la carica, la fiducia in sé stessi e il coraggio di ripartire».

Lilli Garrone 

a cura di Roberto Gramola

 

  Ultimo aggiornamento Venerdì, 13 Luglio 2012 10:46  

Lascia un commento


Bookmark and Share

Categorie

Archivio

Attualità

Global Trends 2012: “Mai così tanti rifugiati e sfollati dal 1994″

Pubblicato oggi il rapporto “Global Trends 2012″ dell’Unhcr. Quest’anno il titolo è “Displacement: the New 21st Century Challenge“. Fra rifugiati e sfollati interni l’Onu calcola 45,1 milioni di persone.
19 Giugno 2013

Il 20 giugno in giro per l’Italia

Il 20 giugno è ormai da molti anni la Giornata mondiale del Rifugiato e rappresenta l’occasione per dare visibilità a un fenomeno, quello dei rifugiati, dei richiedenti asilo e in più in generale del diritto di asilo, che rischia sempre, e troppo facilmente, di essere confuso con un problema generale di immigrazione.
18 Giugno 2013

Eurostat: “Nel 2012 l’Ue ha dato protezione a 103.000 richiedenti asilo”

Ma il tasso di riconoscimento delle domande è rimasto molto basso: il 28% in prima istanza e il 19% in istanza finale. Nell’anno l’Unione ha accolto anche 4.500 rifugiati “resettled”.
18 Giugno 2013

La trasformazione dei conflitti

Dai tempi degli atti conclusivi della Seconda Guerra Mondiale, a oggi, la tipologia dei conflitti armati è cambiata in ogni angolo del pianeta. È soprattutto la loro natura che si è trasformata, rendendo i civili le principali vittime di questo nuovo tipo di guerre.
16 Giugno 2013

Il “nuovo” asilo dell’Ue: davvero un “risultato storico”?

Una prima guida al nuovo “pacchetto asilo” dell’Ue, composto di tre direttive e due regolamenti. Il commento di Cecilia Malmström, commissaria Ue agli Affari interni: “Un risultato storico”. E quello di Christopher Hein, direttore del Cir: “Un vero ‘sistema d’asilo europeo’ è ancora tutto da costruire”.
13 Giugno 2013

Dublino II: la parola ai rifugiati

di Celeste Ansaldi      Che impatto ha la legislazione europea vigente nell’ambito dell’asilo politico su chi ne fa richiesta? Molto frequentemente si sente parlare del Regolamento di Dublino II, ma non ci si sofferma abbastanza a pensare alle implicazioni pratiche di un procedimento lacunoso e non sempre efficiente. Il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati ha [...]
12 Giugno 2013

“Pacchetto asilo” dell’Ue: oggi in calendario la votazione finale

Sulle nuove norme, un gruppo di “network” europei fra cui Caritas Europa, Ecre, Save the Children, Amnesty International e Jesuit refugee service smorza gli entusiasmi: «Il “Common European Asylum System” basato su standard elevati e procedure simili in tutti i Paesi membri previsto fin dal programma di Stoccolma del 2009 è ancora ben lungi dall’essere [...]
12 Giugno 2013

Resettlement 2013: l’Italia continua a mancare all’appello

Sono 13 i Paesi membri dell’Ue che in questi mesi stanno “reinsediando” nel proprio territorio circa 4.000 rifugiati secondo le linee indicate dal Programma congiunto dell’Unione europea per il resettlement.
09 Giugno 2013
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8

Leggi gli articoli in altri modi:

oppure
Inserisci il tuo indirizzo email per ricevere la newsletter: