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Le storie

Atai, rifugiato afghano. La sua storia, le sue parole

Sono Atai Walimohammad e vengo dall’Afghanistan. Vivo in Italia dal 2013 e dopo aver ottenuto la protezione come rifugiato, lavoro oggi come interprete e mediatore linguistico-culturale. Sono figlio di un medico, mio padre si chiamava Dott. Atta Mohammad e è stato ucciso dalla gente del mio villaggio. Ero così piccolo quando è accaduto che non l’ho mai conosciuto. Crescendo è …

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Accoglienza in famiglia, verso l’autonomia/ 2

Certe vicende proprio sembrano non finire mai. E in certi casi diciamo: per fortuna… È il caso di B. D., il giovane del MALI di cui raccontiamo nell’articolo precedente di questa sezione. Pensavamo che la sua storia fosse ragionevolmente “conclusa”: un affido ben riuscito, tirocini, “lavori in corso” per l’inserimento in Italia. E invece no…

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Accoglienza in famiglia, verso l’autonomia

«I nostri figli hanno tanto da imparare da questi ragazzi, e noi madri avremmo tanto da imparare dalle loro madri. Siamo così protettivi, noi genitori qui in Italia, che rasentiamo il ridicolo». Sabrina e Massimo Quattrocolo vivono a Pessione, frazione di Chieri, alle spalle della Collina torinese, con tre figli. Ma con loro c’è anche B. D., 20 anni, MALIANO, …

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Un mese tra le olive. Viaggio in Palestina

Marco Calabrese, collaboratore di Vie di fuga, ha trascorso un mese in Palestina. Partito come volontario per il progetto “Accompagnamento non violento alla raccolta delle olive”, organizzato da Servizio Civile Internazionale, Rete IPRI, Un Ponte Per, Centro Studi Sereno Regis e Assopace Palestina racconta qui la sua esperienza.

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Un anno in Romania con i rifugiati

Silvia Ponzio, antropologa culturale torinese, ci racconta in un’intervista la sua esperienza in Romania in un campo di ricollocamento gestito da UNHCR e IOM in collaborazione con lo stato rumeno.

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Farhad, rifugiato dall’Afghanistan: “Vedi, io sono rimasto musulmano…”

FARHAD BITANI, afghano, per certi aspetti è un rifugiato “d’altri tempi”: circostanze di vita particolari, una famiglia d’origine di ceto elevato con relazioni internazionali. Però è anche un rifugiato la cui vita da esule ha preso una direzione inedita: dopo aver raccontato la sua storia in un libro, ha iniziato a portare una testimonianza di pace e di dialogo interculturale nelle …

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Libertà di stampa: Camerun, traffici, crimini & intrighi in grigioverde

In CAMERUN, un Paese dove la libertà di stampa continua a essere pericolosamente «in zona rossa» (126° posto su 180 Paesi), fino al 2003 il giovane giornalista RENE DASSIE ha subito intimidazioni, arresti e violenze per le sue inchieste sui crimini e il malaffare nelle forze armate. In quello stesso anno, minacciato di morte, è stato costretto a prendere la via …

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Libertà di stampa: Ruanda, se il presidente si soffia il naso…

Costretti a fuggire “semplicemente” per aver fatto il proprio lavoro. Accade a numerosi giornalisti in varie parti del mondo. Come a MARIE-ANGELIQUE INGABIRE, che nel 2013 è stata costretta a lasciare il suo Paese, il RUANDA.

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