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Cie: si riduce il periodo di permanenza?

Il Senato ha approvato la riduzione a 90 giorni del tempo massimo di trattenimento all’interno dei Centri di identificazione e di espulsione. Tale emendamento a firma Manconi-Lo Giudice è passato all’interno dell’articolo 3 comma E della Legge Europea (ddl 1533), e riduce il periodo massimo di trattenimento degli stranieri all’interno dei CIE a tre mesi. Attualmente il tempo massimo è di 18 mesi, secondo l’estensione voluta nel 2011 dall’allora governo Berlusconi e dall’ex ministro dell’Interno Maroni che avevano triplicato il periodo massimo di detenzione, dopo averlo portato a sei mesi nel 2009. La riduzione dei tempi a 90 giorni non è ancora definitiva perché deve essere nuovamente approvata dalla Camera dei deputati, che in prima lettura del provvedimento aveva già ridotto a centottanta giorni il termine massimo.  Secondo quanto dichiara il senatore Luigi Manconi, “pur non essendoci una scadenza, il provvedimento deve ripassare presto alla Camera, perché in questa legge sono contenuti adempimenti che l’Italia deve assolutamente rispettare sulle relazioni a livello europeo, quindi è interesse politico del governo arrivare all’approvazione in tempi rapidi”. Manconi si dice “certo” che la riduzione a 90 giorni sarà approvata anche da Montecitorio.

Luoghi di transito
Questo cambiamento, scrivono Manconi e Lo Giudice in una nota, “ricondurrà i Cie alla loro funzione di luogo di transito in vista dell’identificazione e dell’eventuale rimpatrio, evitando lunghe detenzioni immotivate di chi non ha commesso reati ma si trova solo in uno stato di irregolarità amministrativa. L’estensione del trattenimento a diciotto mesi non ha migliorato il tasso di espulsioni ed ha prodotto una maggiore tensione all’interno dei CIE: tra quanti vengono trattenuti, solo il 42% viene espulso. E, secondo fonti istituzionali, nei casi in cui l’espulsione viene effettuata, il tempo medio richiesto è intorno ai 60 giorni”. Fino a questo momento, le persone irregolari sul territorio vengono recluse fino a un anno e mezzo in attesa dell’identificazione e dell’espulsione.

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