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Crisi rifugiati: fra proposte e Consigli, l’Europa cerca (faticosamente) una strada

View of a makeshift camp near the village of Idomeni on the Greek - FYR of Macedonia border where thousands of refugees, mainly from Iraq and Syria, are stranded after a decision by states along the Western Balkan route to Northern Europe to introduce quotas on the number of people they allow entry through their borders on a daily basis. ; More than 24,000 refugees are trapped in Greece as the Western Balkan route to Northern Europe mostly shuts down. The FYR of Macedonia border crossing is now only open to a few hundred Syrians and Iraqis per day, creating a backlog at the unofficial border crossing of Idomeni as well as the port of Piraeus in Athens. Only those with passports or official ID cards may cross. Afghans are barred completely. It's the latest in a series of restrictions imposed by Austria and a group of Western Balkan countries over the past few months aimed at stemming the migrant flows toward Germany, the destination of choice for most people. Text: Tania Karas/UNHCR
Idomeni, Grecia, primavera 2016 (foto UNHCR).

 

L’Unione Europea in crisi (la cosiddetta crisi rifugiati e quella, più grave, della mancanza di valori realmente condivisi) cerca faticosamente la sua strada. La proposta dell’Europarlamento per un sistema d’asilo europeo centralizzato.

Domani, a Lussemburgo, si riunirà un Consiglio europeo “giustizia e affari interni”: si discuterà fra l’altro dell’accordo UE-Turchia e della recente proposta della Commissione europea di riforma del “sistema comune d’asilo”. Ieri si è conclusa una due giorni di Consiglio europeo “esteri”: all’ordine del giorno, fra gli altri temi, la “prevenzione e lotta alla migrazione illegale”.

Ma l’ultima settimana ha visto in particolare, a Strasburgo, un voto al Parlamento europeo per un sistema di asilo centralizzato a livello dell’Unione. Tecnicamente si è trattato dell’approvazione (459 voti favorevoli, 206 contrari e 52 astensioni) di una risoluzione non vincolante.

Gli eurodeputati, prendendo atto del fallimento dell’attuale “sistema” di protezione, propongono l’istituzione di un sistema centralizzato per la raccolta e l’assegnazione dei richiedenti di asilo. Il nuovo sistema – informa l’Europarlamento – potrebbe stabilire una quota per ogni Stato membro dell’UE e dovrebbe funzionare sulla base dei “punti di crisi” (hotspot), a partire dai quali dovrebbe aver luogo la distribuzione all’interno dell’Unione.

«Il Parlamento osserva che l’attuale sistema di asilo non tiene sufficientemente conto della particolare pressione migratoria cui sono sottoposti gli Stati membri situati ai confini esterni dell’Unione. Le modifiche richieste dai deputati mirano a garantire equità e responsabilità condivisa, come pure solidarietà e trattamento rapido delle domande».

La proposta uscita da Strasburgo, tuttavia, contempla il discutibile concetto di “Paese sicuro” per l’esame dei richiedenti asilo di alcune nazionalità. Un concetto che almeno formalmente è assente, ad esempio, nella normativa italiana e che desta perplessità fra non pochi osservatori europei.

Collegamenti: aprile 2016, l’Europa e il suo mare

Nuovo disastro nel Mediterraneo centrale (fonte ANSA 19 aprile)

Grecia e Italia: il punto sulla frontiera del Mediterraneo (fonte UNHCR 19 aprile, in inglese, file .pdf)

Tensioni con la Turchia (fonte ANSA 19 aprile)

Papa Francesco a Lesbo (fonte ANSA 17 aprile)

“Migration compact”: la proposta all’UE del governo Renzi (16 aprile)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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