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Doppi dinieghi, Torino: perché la collaborazione delle istituzioni si è fermata?

Si è inspiegabilmente interrotto il percorso di collaborazione con Prefettura e Questura che, nei mesi scorsi, ha già portato al riconoscimento di 51 permessi di soggiorno per motivi umanitari a favore di richiedenti asilo che, con un regolare contratto di lavoro, rischiavano di cadere in una situazione di irregolarità per i dinieghi ricevuti dalla Commissione territoriale e dalla Corte d’appello: sono i cosiddetti doppi dinieghi. Per discutere della situazione e di possibili iniziative, la rete SenzaAsilo ha indetto un incontro mercoledì 15 dicembre a Torino.

Fra aprile e agosto 2017 presso la Questura e la Commissione territoriale asilo di Torino sono state presentate e accettate 51 istanze di “reiterata” (nuova domanda di protezione internazionale), con l’emissione di permessi di soggiorno per motivi umanitari, a favore di richiedenti che, pur in possesso di un regolare contratto di lavoro, rischiavano di cadere in una situazione di irregolarità per i dinieghi ricevuti dalla Commissione e, dopo aver fatto ricorso, dalla Corte d’appello: i cosiddetti doppi dinieghi.

Questo risultato è stato raggiunto grazie alla rete SenzaAsilo, che sin dalla fine dell’anno scorso ha promosso un percorso di collaborazione con Prefettura, Questura e mondo delle imprese. Le protezioni umanitarie sono state ottenute per comprovati motivi di inclusione socio-lavorativa.

«L’esperienza di Torino è stata di stimolo per altre organizzazioni che, nel territorio piemontese e in altre regioni, hanno iniziato a proporre lo stesso percorso», ricorda oggi SenzaAsilo, che però denuncia: «Negli ultimi mesi non è più stato possibile continuare con il processo avviato, malgrado fossero state segnalate altre persone con le medesime possibilità di integrazione. Ad oggi, malgrado ripetute sollecitazioni, i rappresentanti della rete SenzaAsilo non sono riusciti a ottenere risposte sulle motivazioni di questo blocco. Si tratta di situazioni in cui, di nuovo, le persone rischiano illegalità ed espulsione e le aziende rischiano di veder andare in fumo l’investimento formativo fatto».

Di fronte a questa situazione di stallo la rete chiede oggi alle istituzioni di pronunciarsi in merito alla reale volontà, «così come previsto dalla normativa», di poter presentare in tempi brevi nuove istanze reiterate: «Vogliamo poter continuare con lo spirito di collaborazione che ha caratterizzato l’esperienza
intrapresa e che ha generato percorsi virtuosi di integrazione da cui il territorio trae beneficio».

Per condividere con gli aderenti alla rete e con tutti i cittadini interessati i risultati raggiunti e le possibili iniziative di fronte a questa situazione, SenzaAsilo ha indetto un incontro per venerdì 15 dicembre alle ore 14.30 presso il salone della Pace del Sermig di Torino (via Borgo Dora 61).

Interverranno Lorenzo Trucco, Presidente Asgi, Germano Garatto della Rete Re/Agire, Donatella Devito della Casa della Carità di Milano e, naturalmente, rappresentanti della stessa SenzaAsilo. L’incontro sarà moderato da Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale.

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