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Festival di Venezia 74. Quattro sguardi sui rifugiati

Festival di Venezia 74. Proiezioni e iniziative con al centro i rifugiati e i migranti.

Fra le decine di film e cortometraggi presentati a Venezia vi è stato, nella sezione in concorso, il primo film realizzato dall’artista dissidente cinese Ai Weiwei, Human Flow. Il film, anche se è più corretto definirlo un docu-film, uscirà nelle sale italiane il 3 ottobre, per celebrare la giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione. Human Flow, attraverso la testimonianza diretta di Ai Weiwei, racconta l’esodo che, nell’ultima manciata di anni, ha coinvolto in tutto il mondo 65 milioni di persone.

Nelle Proiezioni speciali del Festival è stato proiettato l’ultimo film di Andrea Segre, regista di Come un uomo sulla terra e La prima neve. L’ordine delle cose è il titolo del suo lungometraggio che racconta la vicenda di Corrado,  un alto funzionario del Ministero degli Interni italiano specializzato in missioni internazionali contro l’immigrazione clandestina.

Fra i 23 cortometraggi selezionati nella II edizione del Premio Migrarti, ospitata dalla Biennale di Venezia, è stato presentato Joy di Daniele Gaglianone. Il premio Migrarti ideato dal ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo è destinato alla promozione di progetti cinematografici volti alla valorizzazione delle culture delle popolazioni immigrate in Italia e Joy racconta proprio le vicende di una ragazza di seconda generazione che confrontandosi con altri stranieri riflette sulla sua identità.

E infine, nella sezione Orizzonti è stato presentato Futuro Prossimo, cortometraggio realizzato dagli studenti dell’Ateneo di Cagliari  con il regista Salvatore Mereu. Il lavoro si avvale di attori non professionisti e racconta la quotidianità dolorosa di una madre e di una figlia straniere in Sardegna.

La Biennale di Venezia ha sostenuto inoltre un’iniziativa di sensibilizzazione promossa da Save the children: una porta rossa che aprendosi spalancava sulle tragiche conseguenze del conflitto in Siria giunto ormai al sesto anno e mezzo. “Non è un film, sta accadendo adesso”, è stato lo slogan dell’iniziativa, che ha avuto per madrina l’attrice Giulia Bevilacqua. Di fronte agli occhi di chi ha spalancato la porta una città siriana bombardata: una scena di devastazione entrata a far parte della quotidianità dei moltissimi minori ancora in Siria.

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