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Il Servizio civile apre a 3.000 giovani rifugiati

L’apertura a progetti per coinvolgere giovani titolari di protezione internazionale o umanitaria nel Servizio civile è prevista in una integrazione inserita in queste settimane nell'”avviso pubblico” del Dipartimento Gioventù della Presidenza del Consiglio dello scorso 3 agosto.

Gli enti iscritti negli appositi albi e interessati a presentare nuovi progetti di Servizio civile da realizzarsi in Italia e all’estero hanno tempo fino al prossimo 30 novembre. Con una novità, peraltro annunciata nei mesi scorsi: grazie a un’integrazione inserita in queste settimane nell’avviso pubblicato lo scorso 3 agosto (“Presentazione dei progetti di Servizio civile universale per l’anno 2018”), è possibile presentare progetti da realizzare anche con il coinvolgimento di giovani titolari di protezione internazionale ed umanitaria.

Il Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale della Presidenza del Consiglio dei ministri segnala che i posti disponibili per giovani titolari di protezione internazionale e umanitaria sono 3.000, finanziati con risorse del FAMI (il Fondo europeo asilo, migrazione e integrazione) destinate alle politiche di integrazione.

I progetti di servizio civile dovranno essere pensati in modo da coinvolgere sia i volontari ordinari che i giovani rifugiati, «al fine di promuovere il valore inclusivo dell’esperienza».

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