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Pruma: un progetto per aiutare il ricongiungimento dei minori stranieri

Foto EDH: Wilfredo Diaz

Il 2014 è l’anno della realizzazione del progetto “PRUMA”; da febbraio fino a dicembre uno Steering Committee internazionale elaborerà delle procedure standard per facilitare il ricongiungimento familiare dei minori stranieri non accompagnati che giungono in Europa per richiedere protezione internazionale e che hanno parenti in uno degli stati membri dell’Unione Europea.

Il progetto si inserisce nelle novità introdotte dal nuovo Regolamento Dublino che prevede la possibilità, per i minori non accompagnati richiedenti asilo, di ricongiungersi con i parenti fino al quarto grado che si trovano legalmente sul territorio europeo. La pratica di questi anni ha dimostrato che i minori non sono molto spesso informati di questa possibilità e che molti di essi corrono il rischio di cadere in reti di sfruttamento e tratta nel tentativo di spostarsi da un Paese all’altro.

“PRUMA” intende promuovere la tempestiva applicazione della procedura di ricongiungimento familiare prevista dal Regolamento Dublino per i minori non accompagnati mediante la creazione di Procedure Operative Standard (POS) comuni che migliorino la cooperazione fra le Unità Dublino nazionali e le altre autorità competenti, e che altresì chiariscano ed accelerino le diverse tappe del processo di ricongiungimento, dall’identificazione del minore fino al suo trasferimento presso lo Stato membro in cui risiedono i suoi parenti, tenendo sempre presente il superiore interesse del minore e le garanzie giuridiche che lo determinano.

Al momento il progetto PRUMA è un progetto pilota per cui le procedure standard individuate saranno poi proposte alle autorità competenti in una serie di Paesi fra cui figura l’Italia. Gli altri Paesi coinvolti sono: Malta, Grecia, Francia, Regno Unito e Germania. Il progetto prevede inoltre il coinvolgimento di due strutture di accoglienza per minori non accompagnati in Grecia e in Italia.
La volontà dei realizzatori del progetto è quella di avviare attività di consulenza legale per tutti i beneficiari, proprio per iniziare a costruire una continuità fra il diritto e i titolari del diritto stesso, e quella di fornire strumenti concreti di assistenza al ricongiungimento familiare di minori non accompagnati particolarmente vulnerabili. 

Il progetto è realizzato con il sostegno della Commissione Europea, Fondo Europeo Rifugiati. Avviato a gennaio dall’OIM Roma in collaborazione con gli uffici OIM di Parigi, Berlino, Atene, Malta e Londra, si avvale della partecipazione di un’ampia rete di partners, che comprende: Direzione Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell’interno Italiano, Save the Children Onlus, Civico Zero Onlus, l’Ong greca Praksis, il British Refugee Council, l’ong tedesca Bund.-UMF, l’ufficio UNHCR di Bruxelles, il Ministero greco per l’ordine pubblico e la protezione dei cittadini e la Polizia di Malta.

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