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Richiedenti asilo ed esiti in Europa: per gli afghani è “asylum lottery”

La “lotteria dell’asilo” per gli afghani che cercano protezione nell’Europa “unita”, ma anche i primi dati su richiedenti asilo ed esiti a tutto il 2017 in una dozzina di Paesi europei: li ha raccolti l’Asylum information database dell’ECRE.

Foto AIDA 2017.

Come è possibile che i richiedenti asilo afghani in Francia ottengano protezione nell’80% dei casi, mentre in Belgio solo il 60% scarso, in Germania meno del 50% e nella civile Norvegia meno del 40%, per non parlare del 30% che la medesima nazionalità ottiene in Bulgaria, dove le richieste di protezione presentate da cittadini afghani vengono ritenute «manifestamente infondate»?

La bassissima incidenza di esiti positivi per gli afghani in quest’ultimo Paese dell’UE ha suscitato la preoccupazione della Commissione europea. Ma l’AIDA (l’Asylum information database dello European Council on Refugees and Exiles), che ha raccolto dati ormai aggiornati a tutto il 2017 in vari Paesi dell’Europa “unita”, ha gettato uno sguardo più ampio e ha parlato per chi è fuggito dall’Afghanistan di «asylum lottery», lotteria dell’asilo (vedi qui sotto nella Tabella 1).

Richiedenti ed esiti 2017, i numeri complessivi

Altre contraddizioni balzano agli occhi se, sempre fra i Paesi europei presi in esame dall’AIDA, si considerano le percentuali di esiti positivi nel complesso, cioè rispetto a tutti richiedenti esaminati: si spazia dal 71% di esiti positivi della Norvegia fino ai livelli minimi del 19% in Polonia e del 30% in Ungheria. L’Italia, come è ormai noto, si colloca nella zona medio-bassa della “classifica”, sul 40%, mentre la Germania sul 53%, dopo che nel 2016 aveva registrato ben il 71% (vedi Tabella 2).

L’anno scorso ha visto, in generale, un drastico calo dei richiedenti protezione in Germania, dai circa 746 mila del ’16 (peraltro arrivati nel Paese in maggioranza nel ’15)  ai 223 mila del ’17, ma anche nell’Ungheria “nazionalista” di Viktor Orban e in Bulgaria (vedi Tabella 3).

Fra 12 Paesi esaminati, quelli in cui si è verificato un aumento dei richiedenti sono l’Italia, la Francia, il Belgio, la Norvegia e la Slovenia.

Tabella 1 – Tassi di riconoscimento per i richiedenti asilo dall’Afghanistan (2016 e 2017)

Paese

2016

2017

Francia

82.4%

83.1%

Austria

56%

72%

Belgio

59%

58.6%

Germania

55.8%

47.4%

Svezia

45%

38%

Norvegia

30%

35.7%

Ungheria

6.2%

30%

Fonte AIDA 2018.

Tabella 2 – Tassi di riconoscimento per tutti i richiedenti asilo (2016 e 2017) 

Paese

2016

2017

Norvegia

67.6%

70.8%

Austria

67.9%

68.2%

Belgio

59.5%

64.6%

Slovenia

63.9%

63.1%

Germania

71.4%

53%

Svezia

77.4%

46.9%

Italia

39.4%

40%

Francia

33.2%

26.8%

Bulgaria

44%

35.8%

Ungheria

8.5%

29.7%

Polonia

16.6%

19.5%

Fonte AIDA 2018.

Tabella 3 – I richiedenti asilo in alcuni Paesi europei (2016 e 2017)

Paese

2016

 

2017

Germania

745.545

222.683

Italia

123.482

+

130.180

Francia

85.244

+

100.412

Svezia

28.939

25.666

Austria

42.073

24.296

Belgio

18.710

+

19.688

Olanda

19.828

16.837

Polonia

12.321

5.061

Bulgaria

19.418

3.700

Norvegia

3.460

+

3.546

Ungheria

29.423

3.397

Slovenia

1.308

+

1.476

Fonte AIDA 2018.

Europa amara per chi fugge dall’Afghanistan

Taibeh Abbasi (foto Amnesty Int.).

Due giorni fa, il 18 gennaio, il Parlamento norvegese ha respinto una proposta di sospensione temporanea dei rimpatri dei richiedenti asilo afghani. Secondo le autorità di Kabul il Paese scandinavo è, in Europa, quello che rimpatria più afghani. Per Amnesty International la decisione di Oslo del 18 è «un atto di profondo disprezzo per la vita di coloro che fuggono dalla guerra e dalla persecuzione». Infatti oggi «l’Afghanistan rimane un Paese estremamente pericoloso. Il numero delle vittime civili ha raggiunto livelli record nel 2017. Neanche un mese fa una bomba nel centro di Kabul ha ucciso almeno 40 persone in quello che è apparso un attacco deliberato contro gli studenti». Mentre in un rapporto dello scorso anno la stessa Amnesty ha denunciato casi di afghani rimpatriati dai Paesi europei che sono rimasti uccisi o feriti in attentati o che vivono nel timore costante di subire persecuzioni.

Quanto alla Norvegia, tra gli afghani su cui la decisione del Parlamento di Oslo rischia di avere gravi conseguenze c’è Taibeh Abbasi, una ragazza di 18 anni che vive a Trondheim. Nata in Iran, non è mai stata in Afghanistan, dove ora ha il terrore di essere respinta. Il suo caso ha dato vita a proteste studentesche e nell’ottobre ’17 ha detto: «Non c’è un futuro per me e i miei fratelli in Afghanistan. Subiremo discriminazione e proveremo sulla nostra pelle cosa vuol dire essere una minoranza a rischio, soprattutto io che sono una donna. I miei sogni di terminare gli studi e avere una professione saranno distrutti».

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