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Richiedenti asilo nell’UE, a due anni dall’inizio della “crisi rifugiati”

Dopo un aumento registrato a marzo, ad aprile sono tornati a diminuire i richiedenti asilo nel territorio dell'”UE+”. Ma prosegue anche il calo dell’incidenza delle decisioni positive sul totale delle domande esaminate.

Cliccare per ingrandire: richiedenti asilo nell'”UE +”, i principali Paesi di provenienza nel mese di aprile 2017 (numeri assoluti, fonte EASO).

 

Dopo l’aumento registrato a marzo, ad aprile sono tornati a diminuire i richiedenti asilo nel territorio dell'”UE+”: 49.916 i richiedenti nel mese, il 25% in meno rispetto al mese precedente. Il dato è la metà di quello registrato nell’aprile 2016 e un quarto dell’aprile 2015, all’inizio della cosiddetta “crisi rifugiati” europea.

In generale, la tendenza è alla diminuzione dall’agosto 2016.

Ancora una volta maggioritarie, nell’ordine, le provenienze dalla Siria, dall’Afghanistan e dalla Nigeria, quest’ultima praticamente equivalente all’Irak.

Diminuite, sempre per quanto riguarda lo scorso aprile, sia le decisioni in prima istanza emesse nel mese (88.305, un quinto in meno rispetto a marzo), sia, ancora una volta, la percentuale degli esiti positivi, il 41%, contro il 43% di marzo e il 46% che si registrava ancora a gennaio.

La fonte di questi dati è l’ultima serie mensile pubblicata dall’EASO e comprende i 28 Paesi dell’UE (c’è ancora il Regno Unito) più Norvegia e Svizzera.

Allegato

EASO, il nuovo aggiornamento ad aprile 2017 (file .pdf)

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