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Rifugiati “in casa”: un lusso per ricchi?

Alla fine del 2010 i cosiddetti “Paesi in via di sviluppo” ospitavano 8,5 milioni di rifugiati, cioé l’80% della popolazione rifugiata globale sotto mandato dell’Unhcr (10,5 milioni).

Un soldato pakistano vigila su un campo profughi (AP Photo/Mohammad Zubair)

Solo un errore di prospettiva può indurci a ritenere che i rifugiati siano a carico esclusivo dei Paesi più ricchi del pianeta. Alla fine del 2010 i cosiddetti “Paesi in via di sviluppo” ospitavano i quattro quinti della popolazione rifugiata globale.

Il rapporto 2010 Global Trends dell’Unhcr segnala che il primo Paese ospitante in assoluto è il Pakistan, con 1.901.000 rifugiati, seguito dall’Iran con 1.073.000 e dalla Siria, con 1.006.000. Il primo Paese occidentale, la Germania, con 594.000 rifugiati, occupa solo la quarta posizione. In quinta, sesta, settima e ottava posizione troviamo rispettivamente Giordania, Kenya, Ciad e Cina. Stati Uniti (265.000) e Regno Unito (238.000) occupano rispettivamente la nona e la decima.

Ma se per ogni Paese si pongono a confronto i rifugiati ospitati e il prodotto interno lordo (Pil) a parità di potere d’acquisto, ne emerge che a livello planetario nel 2009 è ancora il Pakistan a ospitare più rifugiati in rapporto alla sua performance economica, con 710 rifugiati per dollaro di Pil pro capite.

Però a questo punto la “classifica” cambia: in seconda posizione troviamo la Repubblica democratica del Congo con 475 rifugiati/dollaro di Pil pro capite, seguita dal Kenya con 247, dal Ciad con 225, dalla Siria con 191,  e così via. Come primo Paese industrializzato ritroviamo la Germania, ma al 25° posto, con 17 rifugiati/dollaro Pil pro capite. L’Italia occupa il 59° posto, la Francia il 46° e il Regno Unito il 42°.

Allegati:

I Paesi che ospitano più rifugiati in rapporto alla loro ricchezza (tabella .xls)

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