Skip to content

Archivio Tag: documentario

“Trafficanti” under 18/ 2: The Longest Run di Marianna Economou

The Longest Run – di Marianna Economou – Documentario – 77′ – Grecia 2015 Ci troviamo in una prigione minorile nella Grecia centrale dove Jasim, iracheno, e Alsaleh, siriano, sono in attesa del processo che li vede accusati di traffico illegale di migranti. Jasim e Alsaleh sono infatti minori non accompagnati e si dichiarano innocenti: l’uno arrestato a bordo di una barca con altre sette persone al confine Turchia-Grecia, l’altro mentre si trovava stipato in un camion con altre 40, nel tentativo di lasciare la Grecia. Il documentario racconta la lunga attesa del processo, attraverso le parole e le angosce dei due ragazzi, ormai diventati amici. Un’attesa che allunga ulteriormente i tempi della loro “corsa” (run) verso una nuova vita nella “terra promessa” d’Europa. Un’attesa che potrebbe tramutarsi in condanna a molti anni di prigione o addirittura in ergastolo: in Grecia, infatti, per i trafficanti la pena prevista è di 10 anni di carcere per ogni migrante trasportato illegalmente. La tensione è palpabile nel rapporto di Jasim e Alsaleh con l’assistente sociale, con l’insegnante, con l’avvocato e soprattutto con le famiglie nei Paesi d’origine. Cruciali sono le telefonate ai genitori a “casa” (a Kobane, Siria e nel Nord dell’Iraq), nelle quali i ragazzi non sempre raccontano l’amara realtà che stanno vivendo, minimizzandola, e cercando al contrario di dare loro speranza. È proprio nelle parole di consolazione alla madre in Siria che Alsaleh deve apparire adulto, capace di supportare a distanza la famiglia che ha investito risorse per farlo fuggire e che ora è priva di

Show all this to the world

Show all this to the world – Andrea Deaglio – Documentario – 55′ – Italia (2015) La Francia chiude le frontiere I migranti occupano gli scogli sul mare La polizia sgombera I giornalisti inseguono la notizia I volontari distribuiscono cibo Un bambino suona la tromba Il coro inizia a cantare Cala la notte

Muri

Muri –  Francesco Conversano e Nene Grignaffini (regia) – Documentario – 85’ – produzione MOVIE MOVIE in collaborazione con RAI CINEMA –  Italia (2012) Nell’agosto del 1961 viene posta la prima pietra del Muro di Berlino, che fino al 1989 ha diviso in due la città e il mondo. Il Muro di Berlino è caduto ma in molte parti del mondo continuano ad esistere muri di pietra, muri di cemento, muri di ferro, muri di sabbia. Muri di pregiudizio. Muri visibili e muri invisibili. Muri che si alzano e muri che crollano ogni giorno. Forse i muri più difficili da abbattere sono quelli dentro di noi. “Muri” racconta la quotidianità di due barriere, una visibile e una invisibile, ma entrambe drammaticamente concrete: il confine tra Messico e Stati Uniti e il ponte che divide la parte Nord dalla parte Sud della città di Mitrovica, in Kosovo. Un muro visibile tra Messico e Stati Uniti Nogales, città dello stato di Sonora, frontiera USA e Messico. Su un totale di circa 3.200 kilometri di confine tra i due Paesi, è stato costruito un muro di 1.000 kilometri; muro anti-immigrato produttore di morte e violenza che non solo non ha fermato l’ingresso di immigrati clandestini negli USA ma ha incrementato i guadagni dei trafficanti e dei cartelli messicani. “Muri” mostra cosa succede da entrambi i lati del confine e presenta alcune delle parti in causa: da un lato donne e uomini messicani e latinoamericani che tentano di arrivare negli USA camminando per giorni nel

Terra di transito. Italia: una sosta indesiderata

Terra di transito – Paolo Martino (regia) – con Rahell Ali Mohammad – Documentario – 54’ – coproduzione di A Buon Diritto con Cinecittà-Istituto Luce S.p.A. con il sostegno di Open Society Foundation e con il patrocinio di Amnesty International Italia – Italia (2014) Rahell è un giovane curdo, classe 1986. La sua famiglia deve scappare da Sulaymaniyya (Iraq) in seguito ai bombardamenti chimici del marzo 1988 e trasferirsi a Damasco, oggi ridotta in macerie. Ormai adulto, come molti altri giovani decide di intraprendere il viaggio verso l’Europa e raggiungere alcuni suoi parenti rifugiatisi in Svezia tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90. Nelle sue prime 24 ore in Italia però, gli vengono prese le impronte digitali e il suo viaggio si arresta. Secondo l’ormai noto regolamento di Dublino, Rahell può così fare richiesta d’asilo solo in Italia, dove però non vede prospettive di vita e rimane intrappolato in quella che considera una “terra di transito”. Il regista ripercorre la storia di Rahell e i suoi progetti di vita attraverso molti dialoghi del ragazzo con altri richiedenti asilo e rifugiati in Italia e in Svezia e con i parenti. Uno dei ragazzi afghani che incontra in una “Struttura di transito afghani” racconta, riassumendo in poche parole il disagio di alcune situazioni di accoglienza in Italia : “quando sono partito dall’Afghanistan non sapevo dove mi sarei fermato, se in Italia o altrove. Non conoscevo neanche l’Europa. Ho imparato il nome dell’Europa qui. Il mio unico scopo era

I giorni della tragedia. 03 ottobre 2013

Lampedusa 03 ottobre 2013 i giorni della tragedia –  Antonino Maggiore (regia) – Documentario – 55’ – produzione Libera Espressione –  Italia (2013) In ricordo del naufragio del 3 ottobre 2013, su proposta del collettivo lampedusano “Askavusa” (che in siciliano significa “a piedi scalzi”), in molte città d’Italia è stato proiettato “Lampedusa 03 ottobre 2013 i giorni della tragedia” di Antonino Maggiore, film d’inchiesta nato in quegli stessi giorni. Ricordiamo che in questa data è naufragata, ad appena mezzo miglio dalle coste di Lampedusa vicinissimo al porto (35:28’ 8580’’N ; 012:34’5090’’E), una barca con circa 540 persone a bordo, la maggior parte di nazionalità eritrea, provocando 366 morti accertati e circa 20 dispersi presunti e lasciando in vita solo 155 persone, di cui 41 minori. Numerose le interviste raccolte, tra cui quelle ai pescatori e ad altri civili che hanno prestato soccorso, quelle ai sopravvissuti, al sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini e gli stralci di interviste pubbliche ad altri politici giunti sull’isola in quei giorni. “Un mare di cadaveri dappertutto”, “certe imbarcazioni sono passate e non si sono neanche fermate”, raccontano ancora sbigottiti e amareggiati alcuni dei pescatori e civili che hanno prestato soccorso quella notte. Viene sottolineato come alcune delle dichiarazioni su orari e azioni di soccorso appaiano discordanti rispetto a quelle ufficiali che, ancora a distanza di due anni, non risultano trasparenti. Uno degli scopi di Askavusa nel diffondere il documentario (reso disponibile gratuitamente in streaming per qualche giorno per le proiezioni nelle varie città) è stato proprio quello di

Asmarina. Voci e volti di una eredità postcoloniale

* di Adele Manassero Asmarina – Alan Maglio e Medhin Paolos (regia) – Documentario – 69’ – in collaborazione con Docucity documentare la città  – Milano (Italia) 2015 “Siamo integrati da più di 50, 60 anni, già partendo dalla colonia, famosa colonia eritrea […] Ancora adesso viviamo nel limbo della sfiducia, della diversità, della differenza, pur avendo lavorato praticamente insieme, perché probabilmente senza di noi l’Italia non sarebbe quella che è oggi e noi non saremmo quello che siamo noi oggi alla fine, perché è il nostro Stato stesso“ (Elena, figlia di genitori eritrei, nata e cresciuta in Italia)

The uprising

The uprising – di Peter Snowdon – Documentario – Belgio/Regno Unito 2013 Documentario sull’utilizzo del video nella Primavera araba. The uprising raccoglie centinaia di immagini dalla Tunisia, Egitto, Siria, Yemen, Barhein e Libia che danno vita, almeno sullo schermo, a una rivolta panaraba che per il momento vive ancora in celle isolate.

Intervista ad Alexandra D’Onofrio

Alexandra D’Onofrio, classe 1982, è una antropologa e una regista di documentari italo-greca che vive fra l’Italia e la Gran Bretagna . Fra il 2006 e il 2008 ha realizzato l’audio-documentario fotografico “Caught in between Darkness and Light” che racconta il viaggio verso il Regno Unito di un gruppo di rifugiati partiti da Milano e bloccati a Calais e nel 2012 “La vita che non CIE“, lavoro composto da 3 cortometraggi  sui Centri d’identificazione ed espulsione italiani.

IL DIRITTO D’ASILO - REPORT 2020

“Alcune volte è una fuga, altre una scelta, sempre contiene una speranza e una promessa. La strada di chi lascia la sua terra”. Una graphic novel che racconta alle nuove generazioni le storie, le persone e le ragioni delle migrazioni.

La vignetta

by Mauro Biani – Repubblica
maurobiani.it

IL DIRITTO D’ASILO - REPORT 2020

Pubblicazioni