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Torino: delibera residenza, dov’è il “provvedimento storico”?

Lontano dai riflettori puntati sulla Sala Rossa, saranno le modalità di applicazione a chiarire se la delibera è stata varata per dare finalmente una risposta al problema dei rifugiati senza domicilio stabile, oppure solo pro forma, per far vedere che «si è fatto qualcosa». Così, i veri “commenti” alla delibera di Natale sotto la Mole li avremo quando le persone proveranno a ottenere questa residenza.

Le palazzine occupate dai rifugiati all'ex Villaggio olimpico torinese (foto Comune di Torino).

«… Iscrizione anagrafica in via Casa Comunale 3 alle persone straniere titolari di permesso di soggiorno per motivi di protezione internazionale od umanitaria, senza fissa dimora o senza tetto che, con riferimento alla legge n. 94 del 15 luglio 2009 articolo 3 comma 38 (che modifica il comma 3 dell’articolo 2 della legge n. 1228 del 24 dicembre 1954), forniscono all’ufficio di anagrafe gli elementi necessari allo svolgimento degli accertamenti atti a stabilire l’effettiva sussistenza del domicilio»…

Così la delibera per la residenza anagrafica che il Consiglio comunale di Torino ha approvato il 23 dicembre 2013 a favore dei rifugiati e dei titolari di protezione sussidiaria o umanitaria senza domicilio stabile a causa delle falle del sistema di protezione nazionale (e locale).

Nei giorni scorsi si è parlato di un «provvedimento storico». Ma la verità, allo stato delle cose, è un’altra:  lontano dai riflettori puntati sulla Sala Rossa, la sede del Consiglio della Città, saranno le modalità di applicazione a chiarire se la delibera è stata varata per dare finalmente una risposta al problema, oppure solo pro forma, per far vedere che «si è fatto qualcosa» dopo anni di richieste, proteste, petizioni, ma in realtà per continuare a limitare il più possibile l’accesso ai servizi sociali da parte dei “beneficiari” del provvedimento.

Insomma, i veri “commenti” alla delibera di Natale sotto la Mole li avremo non appena le persone proveranno a ottenere questa residenza. In particolare i punti deboli potrebbero essere due. Da una parte  i criteri che l’Anagrafe richiederà per iscrivere le persone in via della Casa Comunale: la delibera non li specifica e potranno essere più o meno alla portata effettiva dei rifugiati e dei titolari di protezione.  Dall’altra, le limitazioni rispetto ai servizi sociali a cui la residenza al civico 3 di via Casa Comunale darà accesso concretamente: nell’accesso agli asilo nido, nel supporto alle famiglie numerose, nelle graduatorie per le case popolari…?

La redazione

Allegato

Emergenza & dintorni in Piemonte e a Torino: i dati (scheda .pdf)

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Torino: la Città “riconosce” la residenza ai rifugiati

Collegamento

Residenza virtuale per i rifugiati a Torino (da Redattore sociale – Migrantitorino)

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