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Trieste. Muore un migrante che cercava la salvezza

Trieste uccide. L’Europa uccide. Questa è l’amara verità che i morti fra i migranti non sono solo quelli annegati nel Mar Mediterraneo ma anche quelli dimenticati nei luoghi di frontiera. Come Trieste.

Sunil Tamang, migrante di origine nepalese di 43 anni, è morto a Trieste. Era uno dei tanti migranti che non trovano ospitalità e non trovano un accesso legale che permetta loro di avvalersi di cure e di assistenza. Come tanti era “ospite” dei magazzini dismessi del Porto Vecchio. Qualche giorno fa era stato ricoverato al locale ospedale di Cattinara per un arresto cardiaco, preso in cura non è riuscito comunque a sopravvivere ed è morto senza nemmeno riuscire a formalizzare la sua richiesta d’asilo.

L’uomo viveva nei magazzini dismessi del Porto Vecchio, l’area abbandonata e fatiscente di cui Vie di fuga ha parlato svariate volte. dove, mancando un’alternativa, i migranti trovano riparo rimanendo esposti alle temperature invernali, che in questi giorni scorsi sono scese sotto lo zero portando neve e vento di Bora. Da uno di quei magazzini erano corsi fuori alcuni connazionali in cerca di aiuto per il 43enne colto da malore.

La morte di Sunil Tamang segue le morti di altri migranti in Friuli Venezia Giulia. Ai primi di dicembre, dopo l’ennesimo sgombero del Porto Vecchio, era stato trovato il cadavere del 32enne algerino Hichem Billal Magoura, morto di freddo in quegli stessi magazzini.

La morte di Sunil Tamang resta come un silenzio pesante ai margini di Trieste, segno di un abbandono che avvolge chi fugge dalla propria terra in cerca di vita, e trova invece muri, rifiuti e indifferenza dove avrebbe dovuto esserci accoglienza.

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