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Archivio Category: Osservatorio isole

Nuove Moria crescono? Dal “Regolamento screening” ai “centri multiscopo di accoglienza e identificazione”: ecco il futuro dei migranti sulle Isole

Un webinar organizzato da Oxfam e da Refugee Rights Europe ha gettato lo sguardo sulle politiche che l’Unione sta preparando o già attuando per la gestione dei rifugiati e dei migranti alle frontiere. La lettera aperta di otto ONG.

Canarie, la Caritas diocesana: “Noi, nelle isole carceri per migranti, tra blocco e abbandono”

L’appello di denuncia e proposta della Cáritas Diocesana de Canarias sulla difficile situazione nell’arcipelago atlantico, dove sono bloccate migliaia di persone. «Bisogna ripristinare al più presto la libera circolazione dei migranti in tutto il territorio del Paese e nel resto dell’UE». Nel 2020 gli arrivi di rifugiati e migranti nell’arcipelago sono stati 23 mila: nove volte il dato del 2019.

Mar Egeo, più respinti che sbarcati: tutti i dati sui respingimenti sommari illegali dalla Grecia nel “Pushback report” di Mare Liberum

Nel 2020 gli arrivi di rifugiati e migranti sulle Isole greche sono stati meno di 9.700, ai minimi dal 2015 (857 mila) e un sesto rispetto al dato 2019. Ma questa cifra risulta inferiore, sia pure di poco, anche alle 9.798 persone che hanno subito un pushback contate dall’ONG Mare Liberum solo fra marzo e dicembre nel mar Egeo. Nei collegamenti: diritti umani alle frontiere e abusi di Frontex, a Strasburgo e a Bruxelles qualcosa (finalmente) si muove.

Frontex al Parlamento Europeo per le accuse di coinvolgimento nei respingimenti nell’Egeo

Ieri il direttore generale di Frontex è stato chiamato a rispondere davanti alla commissione LIBE dell’Europarlamento sulle accuse di coinvolgimento del personale dell’Agenzia nei respingimenti di migranti e rifugiati attuati dalla Guardia costiera greca.

Grecia, fra “ritorno alle Isole” e “nuove” espulsioni illegali dall’interno del Paese

Ogni giorno sono una ventina i rifugiati trasferiti dalle Isole dell’Egeo nella Grecia continentale che, alla fine, ritornano a Lesbo. A settembre questi ritorni sono stati circa 400, a causa delle dure condizioni di vita sul continente e dell’impossibilità di lasciare il Paese ellenico. È l’ultimo paradosso nel Paese a cui l’Unione Europea ha affidato nel 2016 il ruolo di “contenitore” di rifugiati e migranti. Ma in questi giorni la Grecia ha visto anche una storica condanna del partito razzista di Alba Dorata, e 29 ONG hanno chiesto al Parlamento un’inchiesta ufficiale sulla pratica dei respingimenti illegali e clandestini verso la Turchia: almeno 1.100 quelli nelle acque dell’Egeo, mentre in questi mesi si sono aggiunte le testimonianze sulle “nuove” espulsioni altrettanto illegali dai centri all’interno del Paese.

Malta, non erano abbastanza prigionieri: arresti dopo la ribellione nel centro di detenzione

La ribellione che in queste settimane ha sconvolto il centro di detenzione maltese di Safi, con 300 trattenuti, è un segno evidente del fallimento delle politiche europee in tema di gestione dei flussi migratori.

Moria, dove finiscono in cenere anche gli ideali dell’Europa unita

L’incendio di questa notte a Moria ha distrutto anche l’idea di Europa come grande patria dell’accoglienza, della solidarietà, dei diritti. In Grecia quest’anno un quinto degli sbarchi rispetto all’anno scorso, ma più vittime sulla rotta del Mediterraneo orientale. Mentre sarebbero già 1.200-1.400 i respingimenti illegali attuati dal Paese ellenico.

La banalità del razzismo e la vicenda di Ali: una storia dalle Isole

L’esperienza di un giovane somalo che, costretto a fuggire dal suo paese, ha trovato sulle Isole greche protezione internazionale e, ben presto, un lavoro ben pagato presso un ufficio dell’UE. Un caso “ideale” di rapida integrazione. Ma anche lui ha incontrato una barriera forse ancora più insidiosa e umiliante di quelle economiche, burocratiche e linguistiche: un viscido rifiuto da parte della società alla quale è approdato.

Osservatorio Isole è uno spazio di testimonianza in prima persona e di analisi sullo stato di malattia del diritto alla protezione internazionale in Europa, e prende le mosse dall’ultima offensiva militare del regime siriano nella provincia di Idlib e dalla conseguente decisione del presidente turco Erdogan di aprire ai profughi i propri confini verso l’Unione europea, alla fine di febbraio 2020.

Gli articoli e le notizie principali sono a cura di Pietro Derossi (pietro_derossi91@outlook.com), laureato in Giurisprudenza all’Università di Torino e abilitato alla professione forense. Derossi vive in Grecia dal giugno 2019, dove ha lavorato con diverse ONG impegnate sul campo nell’assistenza legale dei richiedenti asilo nonché per l’Ufficio Europeo di Sostegno per l’Asilo (EASO). Ha visitato i campi profughi di Samo, Chio e Lesbo, e attualmente risiede a Lesbo. Intende rivolgersi «soprattutto a chi, pur non lavorando nel settore, è cittadino accorto e impegnato a informarsi: costui contribuisce a mantenere intatto il sogno della democrazia».