Dalla nuova visita di monitoraggio indipendente del Tavolo asilo e immigrazione emerge un quadro complessivo di grave vulnerabilità psichica e di isolamento giuridico nel CPR di Gjader, epicentro del “modello Albania” italiano. Alcuni dei trattenuti vivevano in Italia da vent’anni, con figli, mogli, famiglie e reti sociali consolidate: l’allontanamento dal Paese ha prodotto una frattura violenta e ingiustificata nelle loro vite. Ma nelle ultime settimane non si sono registrati nuovi trasferimenti coatti. «È probabile che questa sospensione sia collegata alla recente ordinanza di Cassazione che ha rinviato alla Corte di giustizia dell’UE la valutazione della compatibilità del modello con il diritto dell’Unione. Si tratta di un passaggio giuridico che mette in discussione la legittimità dell’intero impianto normativo alla base del trasferimento di persone già sottoposte a trattenimento in Italia».