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Archivio Day: Agosto 3, 2026

Ceuta e la fortezza Europa

Negli ultimi giorni la città di Ceuta, territorio spagnolo situato sulla costa del Marocco, è stata interessata da un eccezionale afflusso di migranti. Di fronte a questa situazione il governo italiano non ha perso tempo e ne ha approfittato per riportare il tema della migrazione al centro del dibattito europeo (con i soliti toni di allarme e urgenza). A Ceuta in un periodo di tempo brevissimo, migliaia di persone hanno cercato di entrare nell’enclave, mettendo sotto forte pressione le autorità spagnole. Secondo il governo di Madrid, questa situazione è stata favorita anche dalla diffusione di false informazioni sui social network e da un temporaneo allentamento dei controlli sul lato marocchino della frontiera. Di fronte a questa situazione, il governo italiano guidato da Giorgia Meloni ha definito quanto accaduto non solo un problema della Spagna, ma una questione che riguarda la sicurezza di tutta l’Unione europea. Per questo motivo, l’Italia ha deciso di reintrodurre temporaneamente i controlli nei confronti della Spagna, utilizzando le norme previste dagli accordi di Schengen che consentono, in circostanze eccezionali, di ripristinare i controlli alle frontiere interne. L’obiettivo dichiarato è quello di evitare che parte dei migranti arrivati a Ceuta possa successivamente spostarsi verso il territorio italiano. La decisione italiana ha suscitato la reazione del governo spagnolo. Il ministro degli Esteri José Manuel Albares ha criticato la scelta di Roma, sostenendo che la crisi migratoria di Ceuta dovrebbe essere affrontata con uno spirito di solidarietà tra gli Stati membri dell’Unione europea. Secondo la Spagna, infatti, Ceuta rappresenta

SOCIAL FORUM DELL’ABITARE – Appello europeo per il diritto all’abitare

Nuovo appello europeo per il diritto all’abitare da sottoscrivere e firmare entro il 10 agosto.   Per la nostra sezione sul diritto all’abitare promuoviamo l’appello rivolto al Commissario al Commissario Dan Jørgensen e Commissioni HOUS, EMPL e IMCO del Parlamento Europeo. APPELLO PER IL DIRITTO ALL’ABITARE E CONTRO L’USO DISTORTO DEI FONDI PUBBLICIal Commissario Dan Jørgensen e Commissioni HOUS, EMPL e IMCO del Parlamento Europeo. SOTTOSCRIVI QUI !  Mentre l’Europa aumenta la propria spesa militare, assistiamo a un costante svuotamento delle risorse destinate al welfare, alla casa e alla riduzione delle disuguaglianze. Oggi la crisi abitativa rappresenta una delle emergenze sociali più gravi del continente, esacerbata dalla finanziarizzazione delle politiche della casa, da una carenza cronica di edilizia residenziale pubblica e dal disinvestimento sistematico nei servizi sociali.Milioni di persone vivono attualmente in condizioni di precarietà abitativa o si trovano senza tetto, mentre un enorme patrimonio immobiliare resta vuoto, spesso utilizzato al solo scopo di speculazione finanziaria. Questa contraddizione è inaccettabile: il diritto alla casa deve essere riconosciuto come un diritto umanofondamentale. Deve essere garantito attraverso politiche pubbliche strutturali, il riutilizzo a fini sociali degli immobili vuoti e un contrasto fermo alla speculazione. I movimenti per il diritto all’abitare, i sindacati e le associazioni denunciano queste dinamiche da anni, chiedendo misure concrete: moratoria degli sfratti, controllorigoroso degli affitti e investimenti massicci nell’edilizia pubblica e collaborativa, dando priorità assoluta al recupero del patrimonio pubblico e privato esistente ma inutilizzato. Chiediamo, inoltre, interventi urgenti e rigorosi in vista della proposta legislativa sugli affitti

Niente casa ai braccianti

Salvatore Lucente, fotografo e giornalista freelance, ha realizzato un reportage dal titolo “Niente casa ai braccianti. Il disastro della misura Pnrr dedicata alla fuoriuscita dagli insediamenti informali”. Fra i molti milioni “caduti” sull’Italia post Covid tramite il famosissimo PNRR 180 avrebbero dovuto ricadere sugli insediamenti informali (e troppo spesso letali) legati all’agricoltura italiana. Lucente ha condotto un viaggio, lungo mesi, fra il 2025 e il 2026 per vedere e verificare le spese e gli interventi fatti. Il reportage “Niente casa ai braccianti”. è il frutto di questo lavoro.  In Italia gli insediamenti informali censiti sono 150 e vi abitano migliaia di migranti. Dal nord al sud. Vi sono zone in cui si riesce a lavorare tutto l’anno e zone in cui il lavoro è stagionale. Con questa mappa, geografica e lavorativa, i migranti partono, si spostano e si insediano. Il dibattito su questi non luoghi, o più precisamente luoghi di quotidiana ingiustiza, va avanti da anni. Lucente ha voluto vedere con i suoi occhi dove e come siano stati spesi i milioni destinati a migliorare la situazione abitativa dei braccianti che ci permettono di avere frutta e verdura sulle nostre tavole. Ma non ha potuto vedere nulla perchè nulla sembra sia stato effettivamente fatto.  Il lavoro che ne è derivato è una serie di dodici reportage che rimetteno a posto i pezzi (mancanti) della misura Pnrr, quella misura che avrebbe dovuto quantomeno fornire casa a chi nei campi ci lavora e ci vive.  Il reportage è acquistabile tramite il sito

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