
In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato e della Rifugiata, celebrata ogni anno il 20 giugno la città di Parma ha ospitato una partecipata manifestazione promossa da Ciac, insieme a numerose associazioni del territorio e alle comunità migranti.
Quasi mille persone hanno attraversato le vie del centro cittadino in un corteo animato da musica, canti, danze e momenti di condivisione. Alla manifestazione hanno preso parte cittadini italiani, persone rifugiate e migranti provenienti da diversi Paesi, dando vita a un’iniziativa che ha voluto promuovere il dialogo interculturale, la partecipazione civica e il riconoscimento dei diritti delle persone migranti.
L’evento ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso sviluppato nelle settimane precedenti. Sono stati infatti organizzati oltre 25 incontri, laboratori e attività, ai quali hanno preso parte centinaia di persone rifugiate e migranti insieme agli operatori di Ciac e a numerose realtà associative del territorio. Il percorso ha coinvolto scuole di italiano, laboratori creativi, momenti di scrittura collettiva, attività sportive, podcast, musica e iniziative artistiche, con l’obiettivo di costruire in modo condiviso contenuti, messaggi e proposte da portare nello spazio pubblico.
La manifestazione non si è limitata alla celebrazione della ricorrenza internazionale, ma ha assunto anche una forte valenza sociale e politica, offrendo uno spazio in cui le persone migranti hanno potuto raccontare direttamente la propria esperienza e avanzare riflessioni sui temi dell’accoglienza, dell’inclusione e della partecipazione alla vita della comunità. Tra i momenti più significativi della giornata si segnalano due iniziative nate proprio dal percorso condiviso dei mesi precedenti, considerate parte di un più ampio manifesto di idee e proposte elaborato collettivamente dalle comunità migranti e da Ciac insieme alle associazioni coinvolte.
Parma da moltissimi anni si fa promotrice di iniziative che vogliono superare le divisioni fra persone, percorsi e storie diverse. Come sempre l’obiettivo è quello di dare spazio a quella nuova società che volenti o nolenti si è formata nel nostro Paese e che ormai tiene in sè una maggiore complessità. E tutto questo grazie al lavoro di una associazione: il Ciac.















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