Una rete di associazioni (SIMM, Rete Mai più lager NO ai CPR, ASGI, Rete Torinese contro Tutti i CPR, Associazione Frantz Fanon, Microlinica Fatih, Gris Piemonte,, Sportello Ti Ascolto, Collettivo studentesco di Medicina “Oltre la Cura”, Psi-Comunet e Comunet, ISDE ITALIA VDA, Fondazione Mamre ETS) hanno lanciato la campagna “NO al CPR di Torino” – Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta e invitano si aprivati cittadini sia associazioni o enti a informarsi e ad aderire.
L’appello alla base della campagna è rivolto agli operatori e alle operatrici sanitarie di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta affinché riflettano sul proprio ruolo all’interno dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR).
L’iniziativa, promossa da associazioni e reti impegnate nella tutela dei diritti delle persone migranti, richiama l’attenzione sulle conseguenze che la detenzione amministrativa può avere sulla salute fisica e mentale delle persone trattenute. Nel documento si sottolinea come i professionisti della salute siano chiamati a operare nel rispetto dei principi etici e deontologici della professione, valutando con particolare attenzione l’idoneità al trattenimento e le condizioni di vulnerabilità dei pazienti.
L’appello invita inoltre a promuovere una maggiore consapevolezza sul rapporto tra diritto alla salute e detenzione amministrativa, sollecitando un confronto pubblico sul funzionamento dei CPR e sul loro impatto sanitario e umano.















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