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C’è un futuro oltre la tratta: dalla Migrantes la nuova graphic novel per giovani e giovanissimi

 

Il nuovo album della Fondazione CEI racconta la storia di Peace, una giovane nigeriana vittima di tratta. Ingannata con la promessa di un lavoro, Peace affronta un duro viaggio verso l’Europa, dove riesce a liberarsi e a ritrovare se stessa grazie alla musica e a nuove relazioni. Una graphic novel arricchita da contenuti multimediali.

 

“Quattro pezzi da 20”, l’illustrazione di copertina.

 

Con la nuova graphic novel Quattro pezzi da 20: un futuro oltre la tratta (Editrice TAU 2025, pp. 48) per la terza volta la Fondazione Migrantes ha voluto rivolgersi direttamente ai più giovani affrontando un tema importante come quello delle adolescenti vittime di tratta.

Alla Migrantes si è partiti da un racconto a cui hanno lavorato Cristina Molfetta, Chiara Marchetti, Manuela Valsecchi ed Irene Pagnotta e che è stato sceneggiato da Emanuele Bissattini. I disegni, invece, sono del fumettista Valerio Chiola, supportato per la colorazione da Matteo Devicenzi.

Il risultato è un album a fumetti pensato per raggiungere soprattutto (ma non solo) un pubblico di giovani e giovanissimi, coetanei delle protagoniste.

A Peace piaceva cantare

Il fumetto ha al centro una giovane nigeriana, Peace (per tratteggiarla ci si è ispirati al racconto La ragazza del mare. Dalla Nigeria a Lampedusa, storia vera di un viaggio per la vita di Loveth Kinsley, pubblicato da Piemme nel 2023), che alla morte della mamma pensa che la cosa migliore sia cercarsi un lavoro lontano dalla famiglia, per aiutare anche i suoi fratelli più piccoli.

Peace ama cantare, crede ancora ai sogni e così non si accorge che la donna che le si avvicina per aiutarla in realtà è una “maman“. È convinta di andare a lavorare in un’altra città della Nigeria, ma si ritrova invece a compiere un viaggio sempre più lungo e duro che la porta in Italia, dove riesce a sfuggire alla tratta per sfruttamento sessuale perché minorenne, e perché si fida dell’operatrice che incontra.

Una storia, tante storie

Durante il viaggio perde la voglia di cantare, che ritrova solo poco alla volta in Italia anche grazie a un gruppo di amici e al suo ragazzo, Abdel. Nel momento in cui ricomincia, capisce che scrivere una canzone su ciò che ha vissuto può anche essere la maniera per elaborare la propria storia: una storia che a questo punto non è più solo la sua, ma quella di tante altre giovani donne con cui ha condiviso un pezzo di strada.

Incontriamo così Kajsi, una ragazza albanese che Peace ha conosciuto in comunità e che è stata ingannata dal suo fidanzato, Sandra, l’operatrice di cui ha imparato a fidarsi e che restituisce con umanità il suo punto di vista e il suo personale percorso di crescita, e anche Precious, una donna nigeriana che l’ha aiutata durante le ultime fasi del viaggio, ma che una volta in Italia ha fatto scelte diverse e che ora è addirittura un segmento di quella catena di sfruttamento da cui Peace è riuscita a sottrarsi.

La graphic novel ha un filo conduttore di strofe che ci portano a scoprire man mano i personaggi femminili, di cui veniamo a conoscere la vita precedente attraverso avvincenti flashback, in un racconto in cui presente, passato e futuro fanno da controcanto a alla vicenda di Peace e alla sua musica. È proprio questa la traccia da seguire – come una vera e propria traccia musicale –, presi per mano da questa cantastorie che non rievoca le gesta degli avi, ma ci porta al cuore dei meccanismi della tratta, facendoci comprendere passo dopo passo quanto possano essere insidiosi per delle giovani donne.

Anche su Instagram

Il fumetto può essere acquistato sia nella versione cartacea (10 euro) che in quella digitale (5 euro) ed è corredato di materiali di approfondimento e di testi musicali scaricabili attraverso QR code. Per chi volesse ascoltare e seguire più da vicino la storia e la musica di Peace, il profilo Instagram a lei dedicato è il modo giusto per farlo e per continuare a dare voce – in modo collaborativo – alla storia di Peace e di altre ragazze come lei.

Quattro pezzi da 20 è il terzo titolo di una serie inaugurata due anni fa dall’album In fuga: le persone che scappano non sono tutte uguali (cliccare qui per la versione digitale), seguito l’anno scorso da quello intitolato 4 vite che sono la mia: percorsi dei minori stranieri non accompagnati in Italia (qui la versione digitale).

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