
Sono usciti i dati sugli arrivi in UE dal 1 gennaio 2026 al 15 settembre. La fotografia che ne deriva parla di una diminuzione degli arrivi: meno del 39% per quanto riguarda l’UE e meno del 55% per quanto riguarda l’Italia. Ma aumentano i morti e dispersi, su cui tutte le istituzioni tacciono.
Calano quindi del 39% gli attraversamenti irregolari alle frontiere esterne dell’Unione europea nei primi sette mesi del 2026: circa 61mila i rilevamenti, secondo i dati preliminari di Frontex. In forte diminuzione la rotta del Mediterraneo centrale, meno 55%, con 16.454 attraversamenti, mentre il Mediterraneo orientale resta il principale corridoio.
L’Italia quindi registra un numero decisamente inferiore di arrivi rispetto allo stesso periodo del 2025. Venendo alle cifre, gli arrivi sono passati da 48.231 a 21.393, ma se ci mettiamo ad analizzare il numero delle morti e dei dispersi si vede che sono aumentati da 844 a 996. La stessa situazione si registra in una dimensione macro prendendo in considerazioni i dati dell’UE: quasi 60mila i migranti e rifugiati arrivati via mare in Europa dall’inizio del 2026 contro i 98.040 dello scorso anno ma anche qui il numero di morti e dispersi durante le traversate è aumentato: almeno 2.292, contro i 1.999 dello scorso anno. “Questi dati raccontano due storie allo stesso tempo”, osserva Amy Pope, direttrice generale dell’Oim. “Meno persone arrivano via mare in Europa rispetto allo scorso anno. Ma le persone continuano a morire e a scomparire in numeri allarmanti”. L’Oim avverte inoltre che il bilancio reale delle vittime potrebbe essere più alto, poiché molti naufragi e scomparse non vengono registrati. .
Questi dati non dicono tutto; dobbiamo aggiungere anche il numero di chi non riesce ad arrivare: tra gennaio e metà settembre 17.067 migranti sono stati intercettati in mare e riportati in Libia (dati della Guardia costiera libica monitorati dall’Oim).















No comment yet, add your voice below!