
Ennesima tragedia a Lampedusa. Sulle sponde dell’isola sono arrivate 23 salme di migranti, tra cui 13 uomini, 7 donne e 3 minori (inclusa una neonata) e sono iniziate le operazioni di riconoscimento da parte dei 58 sopravvissuti. Unanime il coro del terzo settore che denuncia la gestione dei salvataggi nel mar Mediterraneo.
La dinamica del naufragio, avvenuto quasi al termine del viaggio, infatti è ancora da chiarire. I superstiti riferiscono di essere partiti da Zawya, in Libia, su due imbarcazioni, poi riuniti su una sola barca in vetroresina che si è capovolta. I soccorsi sono stati avviati dopo l’avvistamento da parte di un elicottero della Guardia di finanza. Il governo, che attribuisce le colpe ai trafficanti, mantiene una linea di silenzio.
Secondo il direttore di CIAC Michele Rossi “Queste morti sono la diretta conseguenza di una politica che mira soltanto alla propaganda e a segregare e punire i migranti. Questo governo approva leggi per smantellare il diritto di asilo, ostacola e criminalizza i soccorsi in mare invece di investire in salvataggi, accoglienza e inclusione. È un disegno preciso, che viola i diritti umani e calpesta la Costituzione e le leggi internazionali, trasformando esseri umani in strumenti di propaganda. I centri in Albania, costati decine di milioni di euro e puntualmente demoliti dalla giustizia, sono il simbolo di questa impostazione: posti vuoti, inutili per la gestione degli arrivi, disumani in tutti i sensi ma utilissimi a generare titoli e consensi politici”.
Secondo invece Flavio Di Giacomo, portavoce per il Mediterraneo dell’Oim «È inadeguato il pattugliamento, il soccorso, il salvataggio. Non da oggi, ma da tempo. Serve rafforzare il sistema europeo di pattugliamento, perché è quello che salva le vite e porta le persone in un porto sicuro e non in Libia. Con queste abbiamo superato le 700 vittime dall’inizio dell’anno. Le nostre navi veloci avrebbero potuto soccorrere i naufraghi, ma nessuno le ha allertate. Perché?
Con questa domanda nella testa guardiamo amaramente i risultati delle politiche migratorie del governo italiano e delle istituzioni europee.















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