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Nuova missione in Albania del Tavolo Asilo e Immigrazione e del Gruppo di Contatto Parlamentare

Questo inizio di novembre segna l’avvio di una seconda missione del Tavolo Asilo e Immigrazione e del gruppo di contatto parlamentare per monitorare le procedura e le misure di accoglienza in Albania.

La missione si trova da ieri in Albania per monitorare le procedure e le condizioni di accoglienza in seguito all’arrivo di 8 migranti a bordo della nave Libra della Marina Militare.

Nonostante i pronunciamenti di tribunali italiani e della Corte di Giustizia Europea, il governo continua a perseguire una propaganda anti-immigrati che sembra prevalere sugli interessi del Paese e sui diritti fondamentali delle persone. La decisione di mobilitare risorse significative per trasferire appena 8 migranti – egiziani e bengalesi – evidenzia l’assurdità di un’operazione sproporzionata rispetto ai suoi obiettivi.

Dopo il rilascio dei 12 migranti trasferiti lo scorso ottobre, a seguito della mancata convalida dei decreti di trattenimento da parte del Tribunale di Roma, il governo ha intensificato lo scontro con la magistratura. L’obiettivo sembra essere quello di alimentare polemiche e distrarre l’opinione pubblica dai propri fallimenti politici. Aver incluso Paesi come l’Egitto nella lista dei cosiddetti “Paesi sicuri” non cambia il quadro: ogni giorno oppositori politici e attivisti per i diritti umani vengono arrestati o fatti sparire. Il caso Regeni, ancora irrisolto, è la prova più evidente che il governo egiziano non garantisce i diritti fondamentali.

La missione di monitoraggio del TAI e del Gruppo di Contatto Parlamentare prevede visite ai centri di accoglienza di Shëngjin e Gjadër per verificare le condizioni materiali di trattenimento (spazi abitativi, servizi igienici, accesso agli spazi aperti), il rispetto delle procedure legali e internazionali, inclusa la possibilità per i migranti di scegliere un difensore e ricevere informazioni nella propria lingua, la legittimità del processo di selezione e trattenimento.

Questa “commedia dell’assurdo” non può durare a lungo: l’Italia è ancora una democrazia, e chi governa deve rispettare le leggi. Ministri ed esponenti della maggioranza non possono agire arbitrariamente, ignorando le sentenze della magistratura e le convenzioni internazionali.

COMUNICATO STAMPA

MIGRANTI, TAVOLO ASILO E IMMIGRAZIONE: MONITORAGGIO AL CENTRO DI SHËNGJIN, MA ACCESSO LIMITATO

La missione di monitoraggio prevede visite ai centri di accoglienza di Shëngjin e Gjadër per verificare quali procedure sono applicate, se è garantita la possibilità di scegliere un difensore e l’informativa legale nella propria lingua e la verifica delle vulnerabilità.

Nel primo giorno di missione il gruppo ha svolto attività di monitoraggio presso la struttura di Shëngjin, dove sono applicate le procedure di identificazione e screening. Sono entrati nel centro i deputati Scarpa (PD) e Mari (AVS) e due legali di associazioni del Tavolo Asilo e Immigrazione: l’ingresso è stato negato ai mediatori che li accompagnavano. Tutti gli ospiti della struttura sono stati classificati come richiedenti asilo: cinque di origine bengalese e tre egiziani. Hanno presentato domanda di asilo e compilato il modulo ‘C3’, funzionale all’audizione in commissione.

Nel corso della giornata di oggi, una delle otto persone è stata considerata vulnerabile e, alla luce di quanto comunicato dalle autorità, sarà tempestivamente trasferita in Italia.

È previsto che i restanti sette richiedenti asilo vengano trasferiti al CPR di Gjadër entro la giornata di oggi e trattenuti in ragione della provenienza da paesi considerati ‘sicuri’ dal governo.

Dal colloquio intervenuto con il responsabile immigrazione interno alla struttura è emerso che nell’informativa viene comunicato di poter evitare il trattenimento mediante la corresponsione della somma così come vergognosamente introdotto da uno dei tanti provvedimenti adottati dal governo. A questo scopo viene concessa loro la possibilità di contattare i loro familiari e amici mediante l’utilizzo del telefono dell’ ente gestore.

Domani, a partire dalla mattina, la delegazione sarà presente presso la struttura di Gjadër per accedere al centro e assicurare il monitoraggio continuo. A partire dalle ore 12, il Tavolo Asilo e Immigrazione terrà una conferenza stampa davanti al centro di Gjadër, insieme ai parlamentari italiani e alle associazioni della società civile albanese, inclusi i rappresentanti del collettivo Mesdhe, per denunciare l’incongrua applicazione della legge e chiedere, a gran voce, l’immediata chiusura dei centri aperti in Albania. La conferenza stampa sarà trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook di Arci nazionale.

Il Tavolo Asilo e Immigrazione e il gruppo di contatto ribadiscono che questa procedura ha una dimensione di propaganda, configurata anche attraverso rilevanti violazioni dei diritti. È indispensabile che il governo italiano assicuri la trasparenza delle procedure e superi ogni illegittimità: i diritti non sono negoziabili.

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