TAI: “Piena solidarietà ai medici perquisiti, i CPR incompatibili con i principi costituzionali”
Da parte del Tavolo asilo e immigrazione (TAI), piena e completa solidarietà ai medici che sono stati sottoposti a perquisizioni personali e domiciliari e costretti a consegnare cellulari e computer personali, fino ad essere, al momento in un solo caso, formalmente indagati. Su Vie di fuga il comunicato stampa: “I sanitari non sono ausiliari delle politiche di sicurezza: il loro dovere è tutelare la salute delle persone in qualunque contesto, come prevede il codice deontologico”. Il Tavolo Asilo e Immigrazione (TAI) esprime piena e completa solidarietà ai medici che sono stati sottoposti a perquisizioni personali e domiciliari e costretti a consegnare cellulari e computer personali, fino ad essere, al momento in un solo caso, formalmente indagati. Come ha giustamente ribadito il presidente della Federazione degli Ordini dei Medici Filippo Anelli, i sanitari non sono ausiliari delle politiche di sicurezza: il loro dovere è tutelare la salute delle persone in qualunque contesto, come prevede il codice deontologico. La segnalazione del Ministero dell’Interno, in particolare del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, che ha dato il via all’indagine di Ravenna e la contestuale campagna politico mediatica sembrano puntare invece all’intimidazione dei medici professionisti che, semplicemente esercitando le loro funzioni, risultano un ostacolo per le politiche del governo. Il Tavolo Asilo Immigrazione ribadisce l’incompatibilità dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) con i principi sanciti costituzionalmente, in particolare gli artt.13 e 32, in quanto luoghi patogeni di violazione costante e quotidiana dei diritti fondamentali. Nel gennaio 2026 il secondo rapporto di






