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Decisioni positive sui richiedenti asilo e resettlement nel 2025: tutti in calo gli indicatori UE

Il 2025 ha visto un vero e proprio crollo del tasso di riconoscimento in prima istanza, pari al 39% contro il 51% del 2024 e il 53% del 2023. Ma in Italia la percentuale di decisioni positive scende addirittura al 30% (per il 6% scarso riconoscimenti dello status di rifugiato, per l’11% di protezioni sussidiarie e per il 13% di protezioni “umanitarie”), contro un 70% di dinieghi.

 

Le cittadinanze dei richiedenti asilo che hanno trovato protezione nell’UE (anno 2025, percentuali su un totale di 361.325 persone, prima istanza e istanza finale su ricorso, fonte Eurostat 2026).

 

E’ sceso di un quinto il numero di richiedenti asilo che nel 2025 hanno trovato protezione nell’UE: sono stati 361.325, il 18% in meno rispetto all’anno precedente. Il riconoscimento dello status di rifugiato è rimasto praticamente costante, – 0,5%, la protezione umanitaria e i benefici analoghi hanno perso l’11%, ma ha visto un vero e proprio crollo la protezione sussidiaria, – 50%.

Ancora una volta, riferiscono i nuovi dati Eurostat resi noti in questi giorni, il maggior numero di benefici è stato riconosciuto dalla Germania, 103.360 (quasi il 30% del totale UE), seguita da Spagna, 76.210,  Francia, 72.930. e, molto a distanza, dall’Italia, 31.365.(anche se il dato del Belpaese non comprende le decisioni finali su ricorso).

Sempre a livello europeo, il 2025 ha visto anche un vero e proprio crollo del tasso di riconoscimento (cioé di decisioni positive rispetto al totale delle decisioni emesse) in prima istanza, pari al 39% contro il 51% del 2024 e il 53% del 2023. Ma in Italia la percentuale di decisioni positive scende addirittura al 30% (6% scarso di status di rifugiato, 11% di protezioni sussidiarie e 13% di protezioni “umanitarie”), contro un 70% di dinieghi.

Sulla scala dell’UE diminuisce anche il tasso di riconoscimento in istanza finale su ricorso: 21% nel ’25 contro il 27% del ’24. 

Ma intanto continuano a perdere terreno pure le accoglienze in resettlement, cioé il reinsediamento di rifugiati “vulnerabili” da precari Paesi di primo asilo. Nel 2025 l’intero territorio dell’UE è stato capace di accoglierne poco più di 10.200, un quarto in meno a confronto con il 2024 (13.790) e, del resto, al termine di un quinquennio tutto in flessione: nel 2021, fra l’altro anno pandemico, i rifugiati reinsediati nell’UE erano stati ben 23.770.

Nel ’25 l’Italia ha reinsediato 915 persone, contro le 1.735 dell’anno prima.

 

 

 

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