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Global trends 2022: l’Italia solo al 33° posto per rifugiati accolti in rapporto agli abitanti

Alla fine del 2022 la Penisola accoglieva circa 296 mila rifugiati, cinque ogni 1.000 abitanti. In questa “classifica” ci precedono di gran lunga la Germania, con oltre due milioni di persone accolte, e la Francia con 600 mila. Ma sotto l’indicatore dell’incidenza per migliaio di residenti fanno meglio di noi anche altri numerosi Paesi europei.

 

Rifugiati, persone in situazione analoga o con necessità di protezione internazionale (situazione a fine 2022, fonte UNHCR 2023).

 

Alla fine del 2022 l’Italia accoglieva circa 296 mila rifugiati in senso lato, cioè beneficiari dello status di rifugiato politico, oppure di protezione sussidiaria o di tipo umanitario. Il dato equivale a cinque “rifugiati” ogni mille abitanti e, dal momento che comprende anche le protezioni offerte ai profughi della guerra in Ucraina, vede raddoppiata l’incidenza di fine 2021.

Ma in questa “classifica” il nostro Paese, come dimostrano le serie complete allegate al nuovo rapporto Global trends dell’UNHCR pubblicato ieri, si trova solo al 33° posto, alla pari con Regno Unito, Croazia e Romania (e Repubblica Democratica del Congo).  

Fra i principali Paesi europei ci precedono di gran lunga la Germania, con 25 “rifugiati” ogni mille abitanti (17a posizione globale e oltre due milioni di persone accolte, ben sette volte l’Italia ), e la Francia con nove ogni mille abitanti (30a posizione e oltre 600 mila accolti, il doppio rispetto alla Penisola).

Per restare nel territorio del’UE e di Schengen fanno meglio di noi, fra l’altro, anche l’Estonia con 31 rifugiati in senso lato per migliaio di abitanti, l’Austria con 29, la Svezia e la Bulgaria con 26, la Polonia con 23, Malta e la Svizzera con 21, la Grecia con 16, la Norvegia con 14, la Spagna con sette e il Portogallo con sei. 

Un abitante della Terra su 74

Su scala planetaria il rapporto Global trends 2022 (la versione integrale e gli Annexes statistici sono disponibili in allegato a questa news) descrive una situazione disastrosa. Erano 108 milioni e 400 mila, in tutto il mondo, le persone in situazione di sradicamento forzato per guerre, violenze e persecuzioni allo scadere dello scorso anno: un quinto in più rispetto al “record” già sconfortante del 2021. La cifra equivale a un abitante della Terra su 74.

Ma a quanto pare non si è ancora toccato il fondo. In questo 2023 «il trend in crescita del numero di persone costrette alla fuga a livello globale – afferma  l’UNHCR in una nota – non mostra segni di rallentamento anche a causa dello scoppio del conflitto in Sudan che ha causato nuovi esodi, spingendo il numero totale delle persone in fuga a un valore stimato di 110 milioni al maggio scorso».

Nel 2022 il principale produttore di esodi forzati è stata la guerra in Ucraina. «Il numero di rifugiati dall’Ucraina è salito da 27.300 alla fine del 2021 a 5,7 milioni alla fine del 2022, costituendo così il più rapido esodo di rifugiati al mondo dalla Seconda guerra mondiale. Mentre «il numero di rifugiati dall’Afghanistan è cresciuto nettamente alla fine del 2022 a causa della revisione delle stime dei cittadini con questa cittadinanza ospitati in Iran, molti dei quali erano arrivati negli anni precedenti».

Oltre tre rifugiati al mondo su quattro sono ospiti di Paesi a basso o medio reddito. «I 46 Paesi meno sviluppati rappresentano meno dell’1,3% del prodotto interno lordo globale, eppure ospitano più del 20% di tutti i rifugiati».

Mentre oltre la metà delle persone costrette alla fuga a livello mondiale, il 58% (62,5 milioni in cifra assoluta), rimangono nei propri Paesi come sfollati interni.

Resettlement “ai livelli pre-COVID”, ma sempre all’8% delle necessità

In tutto lo scorso anno sono appena 339 mila i rifugiati che hanno potuto rientrare volontariamente nei loro Paesi, 90 mila in meno rispetto al ’21, e 5,7 milioni gli sfollati ritornati nelle zone d’origine, per quanto quest’ultimo dato sia cresciuto dell’8%.

Si legge ancora nei Global trends: «Un dato positivo è rappresentato dai 114.300 arrivi di rifugiati in reinsediamento (resettlement) registrati dai governi nel 2022, il doppio rispetto ai 57.500 dell’anno precedente e un ritorno ai livelli pre-COVID». Ma anche questi 114 mila rifugiati “vulnerabili” trasferiti in Paesi sicuri continuano a rappresentare l’8% scarso delle necessità di resettlement che l’Agenzia ONU per i rifugiati aveva preventivato per l’anno, oltre 1.470.000. Un fabbisogno, quest’ultimo, che in questo 2023 è cresciuto ad oltre due milioni di persone.

I flussi principali di nuovi richiedenti asilo, di persone con riconoscimento collettivo o alle quali è stata riconosciuta la protezione temporanea (anno 2022, fonte UNHCR 2023).

Allegati

 Global trends 2022: il testo integrale (14 giugno 2023, file .pdf 14 mbyte)

Global trends 2022: gli Annexes statistici completi: tavole generali e tavola apolidia (files .xlsx 822 e 38 kbyte)

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IL DIRITTO D’ASILO - REPORT 2020

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