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Archivio Tag: Valle di Susa

Frontiera del Nordovest: dopo la chiusura del Rifugio Massi un futuro incerto

Pubblichiamo l’appello dei volontari dell’associazione Sentieri solidali diffuso alla vigilia della chiusura per mancanza di fondi del Rifugio Massi di Oulx, in alta Valle di Susa (avvenuta, come annunciato, il 1° settembre): “In questi giorni sono intervenuti numerosi giornali e TV, anche a seguito di una riunione tenutasi nei giorni scorsi presso la Prefettura. In alcuni casi i titoli sono stati molto ottimistici… Ma la riapertura del Rifugio Massi purtroppo non è dietro l’angolo…”.

Frontiera del Nordovest: costretto a chiudere il Rifugio Fraternità Massi di Oulx

La fine dell’attività, dopo la riduzione degli ultimi mesi, è dovuta alla mancanza di contributi istituzionali. La denuncia dell’associazione On Borders: «Il clima rigido, le temperature sotto zero e poi la neve sono ormai tragicamente prossimi. Ritorneremo ad avere vittime tra un’umanità già troppo offesa». Tutti i dati dell’ultimo monitoraggio dell’associazione.

Oulx, il rifugio Massi costretto a sospendere l’accoglienza diurna

“La solidarietà non si ferma”, chiariscono i volontari del centro di accoglienza per migranti in transito in alta Valsusa, “ma anche una riduzione parziale dell’accoglienza ha conseguenze concrete sulla sicurezza e sulla dignità delle persone”. Per questo i volontari rivolgono un appello alle istituzioni, agli enti locali e alla cittadinanza perché lascino da sola una realtà che svolge “un ruolo cruciale non solo dal punto di vista umanitario, ma anche per l’equilibrio e la convivenza sul territorio”. Qui di seguito il comunicato della rete Sentieri solidali di Oulx. Intanto, è ancora pieno inverno sul versante francese della “rotta” del Nordovest, tra gelo polare, tormenta e colli alti ancora sbarrati. Le associazioni di Briançon: “È necessario aprire una struttura di accoglienza emergenziale”. *** Con aggiornamento 6 aprile 2026 ***

Via alpina del Nordovest: 2025 l’anno dei minori non accompagnati

  Sono stati 11.500 i nuovi arrivi al rifugio “Fraternità Massi” di Oulx, contro gli appena 5.800 del 2024. Fra loro si sono contati 2.900 minori non accompagnati, un arrivo su quattro, ma anche 500 donne con 200 bambini. Oltre 3.400, nell’anno, le “riammissioni” dalla Francia alle frontiere del Monginevro e del Fréjus.

Via delle Alpi: un’estate (abbastanza) tranquilla a Briançon con il “nuovo corso” sulla frontiera del Monginevro

La situazione sul versante francese della “rotta” migratoria della Valle di Susa dopo le sentenze della Corte di giustizia dell’Unione Europea del settembre 2023 e del Consiglio di Stato transalpino del febbraio 2024. Ma sugli arrivi ridotti nella cittadina ai piedi del colle di confine con l’Italia pesano le politiche restrittive sul fronte del Mediterraneo, fra Belpaese e Tunisia.  

Via alpina del Nordovest: già due vittime alle soglie del nuovo inverno di montagna

Probabilmente queste due persone erano partite da Claviere, sul colle del Monginevro, per attraversare a piedi le Alpi e raggiungere la Francia o i Paesi del Nord Europa nella speranza di un futuro migliore. Sono state entrambe ritrovate sul versante di Briançon. MEDU: «Nonostante lo sforzo di numerose associazioni e volontari che presidiano la frontiera, la militarizzazione messa illegittimamente in atto dalla Francia dal 2015 ad oggi – nonostante la sospensione di Schengen sia prevista per motivi di sicurezza per un massimo di sei mesi rinnovabili fino a due anni – continua a mietere vittime nel silenzio assordante e assuefatto dei media e dei governi». Da maggio ad agosto sono 5.295 i migranti in viaggio registrati al rifugio Fraternità Massi nella cittadina frontaliera di Oulx; fra loro, 1.096 sono minori e 668 donne.

Via alpina verso la Francia: sempre più in alto per sfuggire ai droni

In una delle ultime notti gli ospiti del Rifugio Massi di Oulx sono stati 230, in un edificio che ha solo 70 posti letto. Oltre, verso il Monginevro e la Francia, attende i migranti in transito una frontiera sempre più militarizzata: cercheranno di aggirarla su sentieri sempre più impervi. Mentre a Briançon, ai piedi del versante francese, si è interrotta anche la provvisoria accoglienza in un campo di tende.  

Briançon: chiusura provvisoria per le Terrasses, accoglienza sotto le tende

«Con 315 persone censite il 28 agosto in un edificio omologato per 81 posti e progettato per 65 posti letto, non era più possibile operare in condizioni di sicurezza e dignità di fronte al crescente arrivo di rifugiati che attraversano le montagne dall’italia» sulla “via del Nordovest”. Nella cittadina francese l’accoglienza d’urgenza si svolge ora sotto le tende montate su un terreno messo a disposizione dalla parrocchia. La Commissone pastorale per i migranti della Diocesi di Gap-Embrun: «Dalle autorità non è arrivata altra risposta che quella dell’annuncio di controlli rafforzati alle frontiere, o il richiamo ad articoli di legge che promettono sanzioni a chiunque faciliti gli ingressi clandestini, omettendone altri che richiamano l’obbligo di soccorrere chiunque si trovi in pericolo».  

La vignetta

by Mauro Biani – Repubblica
maurobiani.it

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