A inizio ottobre a Roma e a Lampedusa si svolgeranno due piccoli festival di grande importanza: il Festival della nonviolenza attiva e il festival “Voci del Mediterraneo” legato alla XIII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza.
Il Festival della Nonviolenza Attiva si svolgerà il 2 e 3 ottobre e metterà in relazione associazioni, reti civiche, scuole, editoria e persone che vogliono contrastare la normalizzazione della violenza e costruire pratiche concrete di pace, cura e trasformazione sociale. Il festival “Voci del Mediterraneo” è cominciato il 30 settembre e terminerà il 3 ottobre promuovendo l’ascolto delle voci di chi viaggia, di chi accoglie, dei testimoni e delle nuove generazioni “perchè solo così si potrà realizzare l’unico progetto realistico per garantire la dignità di ogni essere umano”.
Trasformiamo il ricordo della tragedia in un’azione collettiva basata sulla solidarietà, sui diritti umani e sull’inclusione. Siamo noi la possibilità di cambiare rotta.
Il festival della nonviolenza attiva presenterà 5 panel tematici: 5 incontri di approfondimento su disarmo, migrazioni, diritti umani, ambiente e comunità educante. Il festival si propone come uno spazio di riflessione collettiva per uscire dall’economia della guerra e superare la cultura della violenza, promuovendo modelli educativi inclusivi e pratiche di solidarietà internazionale. Grande attenzione verrà data anche alla questione della militarizzazione della scuola con un evento specifico il giorno 3 ottobre (l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università parteciperà a una tavola rotonda nella Sala Montessori dal titolo “Disarmiamoci: come uscire dall’economia della guerra e dalla cultura della violenza per costruire la società della cura”). L’evento rappresenta un’occasione unica per accendere i riflettori sulla complessità del presente e per fornire a cittadini, studenti ed educatori gli strumenti per orientarsi verso una cultura della cura e dei diritti universali.
La XIII giornata della Memoria e dell’Accoglienza è la ricorrenza annuale che è nata per ricordare le 368 persone morte al largo di Lampedusa il 3 ottobre 2013 e tutte le vittime delle migrazioni nel Mediterraneo. Il tema scelto per il 2026, “Voci del Mediterraneo”, restituisce centralità alle narrazioni spesso assenti dal dibattito pubblico: persone migranti, sopravvissuti, familiari e comunità di accoglienza.
Un invito a interrogarsi su quali voci ascoltiamo e quali restano sommerse, invisibili o inascoltate, come antidoto alle semplificazioni e alle narrazioni binarie.


















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