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Archivio Category: Attualità

Run to Gaza mobilita Torino

Domenica la città di Torina si è vestita con i colori della bandiera della Palestina e ha corso, camminato, passeggiato per non lasciare sola una comunità e i milioni di abitanti che la popolano. Run to Gaza è il nome scelto per questa manifestazione di solidarietà che si è svolta con grande successo, registrando la partecipazione di circa 5.000 persone (con oltre 3.500 iscritti ufficiali) e raccogliendo 91.000 euro interamente devoluti a favore degli interventi umanitari di Emergency e Medici Senza Frontiere nella Striscia di Gaza. Sono 42 le associazioni, i comitati e le organizzazioni dietro a Run to Gaza fra cui UISP Torino, Arci Torino, Torino per Gaza, Global Sumud Italia, Freedom Flotilla, Emergency e Azeytouna – L’Olivo di Torino. L’iniziativa non voleva essere solo una corsa aperta a tutte e tutti, ma una vera mobilitazione cittadina che, nelle intenzioni degli organizzatori, metteva insieme “sostegno umanitario, consapevolezza, denuncia e impegno politico”. I fondi raccolti andranno direttamente a supportare le attività di Emergency Gaza nella clinica di assistenza sanitaria primaria ad Al-Qarara, nell’area di Khan Younis, e attraverso il supporto all’Ambulatorio di Al-Mawasi. Altrettanto avverrà nei presidi di Medici senza frontiere che sono presenti in più di dieci località. Run to Gaza è stata un’importante giornata di impegno e di attenzione per la Striscia, una terra che sta continuando a vivere quotidianamente le devastazioni di una guerra che non vede la fine. Se ne attendono altre.

Frontiera del Nordovest: dopo la chiusura del Rifugio Massi un futuro incerto

Pubblichiamo l’appello dei volontari dell’associazione Sentieri solidali diffuso alla vigilia della chiusura per mancanza di fondi del Rifugio Massi di Oulx, in alta Valle di Susa (avvenuta, come annunciato, il 1° settembre): “In questi giorni sono intervenuti numerosi giornali e TV, anche a seguito di una riunione tenutasi nei giorni scorsi presso la Prefettura. In alcuni casi i titoli sono stati molto ottimistici… Ma la riapertura del Rifugio Massi purtroppo non è dietro l’angolo…”.

Frontiera del Nordovest: costretto a chiudere il Rifugio Fraternità Massi di Oulx

La fine dell’attività, dopo la riduzione degli ultimi mesi, è dovuta alla mancanza di contributi istituzionali. La denuncia dell’associazione On Borders: «Il clima rigido, le temperature sotto zero e poi la neve sono ormai tragicamente prossimi. Ritorneremo ad avere vittime tra un’umanità già troppo offesa». Tutti i dati dell’ultimo monitoraggio dell’associazione.

Piano nazionale di attuazione. Finalmente reso pubblico

Dopo 4 mesi il Piano nazionale di attuazione è stato finalmente reso pubblico. È stata necesaria una sentenza del TAR e tanta pazienza ma comunque rimangono oscurate le parti relative ai costi di gestione delle nuove norme. L’Italia sta organizzando l’applicazione del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo e, soprattutto, quali strutture, personale e risorse economiche prevede di mettere in campo.  Il documento, chiamato Piano nazionale di attuazione, è, in sostanza, una sorta di piano dei lavori: indica cosa bisogna cambiare, quali strutture servono, quanto personale occorre e come dovrebbero funzionare le varie procedure. Ma facciamo un passo indietro… Luca Rondi, giornalista di AltrEconomia aveva chiesto di poter vedere il Piano ma Ministero dell’Interno non glielo aveva fornito. Il giornalista si è quindi rivolto al TAR del Lazio, che a marzo 2026 ha stabilito che il Ministero deve consentire l’accesso al Piano. Non essendoci risposta concrete Il giornalista ha quindi avviato a maggio un giudizio di ottemperanza, cioè una procedura con cui si chiede al giudice di obbligare concretamente una pubblica amministrazione a rispettare una precedente sentenza e solo a luglio il Ministero ha trasmesso il documento. E neppure nella sua interezza visto che sono state oscurate le parti relative ai costi.    Il Piano nazionale di attuazione mostra come il Governo italiano ha programmato di adeguare il sistema di gestione dell’immigrazione alle nuove regole europee. Il documento riguarda numerosi aspetti, tra cui l’identificazione dei migranti, i controlli alle frontiere, le procedure per l’asilo, l’accoglienza, i rimpatri, il trattenimento nei

Ceuta e la fortezza Europa

Negli ultimi giorni la città di Ceuta, territorio spagnolo situato sulla costa del Marocco, è stata interessata da un eccezionale afflusso di migranti. Di fronte a questa situazione il governo italiano non ha perso tempo e ne ha approfittato per riportare il tema della migrazione al centro del dibattito europeo (con i soliti toni di allarme e urgenza). A Ceuta in un periodo di tempo brevissimo, migliaia di persone hanno cercato di entrare nell’enclave, mettendo sotto forte pressione le autorità spagnole. Secondo il governo di Madrid, questa situazione è stata favorita anche dalla diffusione di false informazioni sui social network e da un temporaneo allentamento dei controlli sul lato marocchino della frontiera. Di fronte a questa situazione, il governo italiano guidato da Giorgia Meloni ha definito quanto accaduto non solo un problema della Spagna, ma una questione che riguarda la sicurezza di tutta l’Unione europea. Per questo motivo, l’Italia ha deciso di reintrodurre temporaneamente i controlli nei confronti della Spagna, utilizzando le norme previste dagli accordi di Schengen che consentono, in circostanze eccezionali, di ripristinare i controlli alle frontiere interne. L’obiettivo dichiarato è quello di evitare che parte dei migranti arrivati a Ceuta possa successivamente spostarsi verso il territorio italiano. La decisione italiana ha suscitato la reazione del governo spagnolo. Il ministro degli Esteri José Manuel Albares ha criticato la scelta di Roma, sostenendo che la crisi migratoria di Ceuta dovrebbe essere affrontata con uno spirito di solidarietà tra gli Stati membri dell’Unione europea. Secondo la Spagna, infatti, Ceuta rappresenta

SOCIAL FORUM DELL’ABITARE – Appello europeo per il diritto all’abitare

Nuovo appello europeo per il diritto all’abitare da sottoscrivere e firmare entro il 10 agosto.   Per la nostra sezione sul diritto all’abitare promuoviamo l’appello rivolto al Commissario al Commissario Dan Jørgensen e Commissioni HOUS, EMPL e IMCO del Parlamento Europeo. APPELLO PER IL DIRITTO ALL’ABITARE E CONTRO L’USO DISTORTO DEI FONDI PUBBLICIal Commissario Dan Jørgensen e Commissioni HOUS, EMPL e IMCO del Parlamento Europeo. SOTTOSCRIVI QUI !  Mentre l’Europa aumenta la propria spesa militare, assistiamo a un costante svuotamento delle risorse destinate al welfare, alla casa e alla riduzione delle disuguaglianze. Oggi la crisi abitativa rappresenta una delle emergenze sociali più gravi del continente, esacerbata dalla finanziarizzazione delle politiche della casa, da una carenza cronica di edilizia residenziale pubblica e dal disinvestimento sistematico nei servizi sociali.Milioni di persone vivono attualmente in condizioni di precarietà abitativa o si trovano senza tetto, mentre un enorme patrimonio immobiliare resta vuoto, spesso utilizzato al solo scopo di speculazione finanziaria. Questa contraddizione è inaccettabile: il diritto alla casa deve essere riconosciuto come un diritto umanofondamentale. Deve essere garantito attraverso politiche pubbliche strutturali, il riutilizzo a fini sociali degli immobili vuoti e un contrasto fermo alla speculazione. I movimenti per il diritto all’abitare, i sindacati e le associazioni denunciano queste dinamiche da anni, chiedendo misure concrete: moratoria degli sfratti, controllorigoroso degli affitti e investimenti massicci nell’edilizia pubblica e collaborativa, dando priorità assoluta al recupero del patrimonio pubblico e privato esistente ma inutilizzato. Chiediamo, inoltre, interventi urgenti e rigorosi in vista della proposta legislativa sugli affitti

Niente casa ai braccianti

Salvatore Lucente, fotografo e giornalista freelance, ha realizzato un reportage dal titolo “Niente casa ai braccianti. Il disastro della misura Pnrr dedicata alla fuoriuscita dagli insediamenti informali”. Fra i molti milioni “caduti” sull’Italia post Covid tramite il famosissimo PNRR 180 avrebbero dovuto ricadere sugli insediamenti informali (e troppo spesso letali) legati all’agricoltura italiana. Lucente ha condotto un viaggio, lungo mesi, fra il 2025 e il 2026 per vedere e verificare le spese e gli interventi fatti. Il reportage “Niente casa ai braccianti”. è il frutto di questo lavoro.  In Italia gli insediamenti informali censiti sono 150 e vi abitano migliaia di migranti. Dal nord al sud. Vi sono zone in cui si riesce a lavorare tutto l’anno e zone in cui il lavoro è stagionale. Con questa mappa, geografica e lavorativa, i migranti partono, si spostano e si insediano. Il dibattito su questi non luoghi, o più precisamente luoghi di quotidiana ingiustiza, va avanti da anni. Lucente ha voluto vedere con i suoi occhi dove e come siano stati spesi i milioni destinati a migliorare la situazione abitativa dei braccianti che ci permettono di avere frutta e verdura sulle nostre tavole. Ma non ha potuto vedere nulla perchè nulla sembra sia stato effettivamente fatto.  Il lavoro che ne è derivato è una serie di dodici reportage che rimetteno a posto i pezzi (mancanti) della misura Pnrr, quella misura che avrebbe dovuto quantomeno fornire casa a chi nei campi ci lavora e ci vive.  Il reportage è acquistabile tramite il sito

Discorsi Mediterranei al Capo di Leuca, l’edizione 2026

Da venerdì 10 a domenica 12 luglio torna nel Capo di Leuca Discorsi Mediterranei, il festival dedicato ai diritti umani, alle migrazioni e alla solidarietà internazionale. Dopo la tappa di aprile a Patù, la rassegna prosegue con tre giornate tra Specchia e Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce.

La vignetta

by Mauro Biani – Repubblica
maurobiani.it

IL DIRITTO D’ASILO - REPORT 2020

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IL DIRITTO D’ASILO - REPORT 2020

Ci sono notti in cui sai che qualcosa cambierà. Notti in cui sei tu, a cambiare…

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