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Archivio Category: Attualità

Da Roma a Lampedusa: due festival per dialogare e ricordare

A inizio ottobre a Roma e a Lampedusa si svolgeranno due piccoli festival di grande importanza: il Festival della nonviolenza attiva e il festival “Voci del Mediterraneo” legato alla XIII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza. Il Festival della Nonviolenza Attiva si svolgerà il 2 e 3 ottobre e metterà in relazione associazioni, reti civiche, scuole, editoria e persone che vogliono contrastare la normalizzazione della violenza e costruire pratiche concrete di pace, cura e trasformazione sociale. Il festival “Voci del Mediterraneo” è cominciato il 30 settembre e terminerà il 3 ottobre promuovendo l’ascolto delle voci di chi viaggia, di chi accoglie, dei testimoni e delle nuove generazioni “perchè solo così si potrà realizzare l’unico progetto realistico per garantire la dignità di ogni essere umano”. Trasformiamo il ricordo della tragedia in un’azione collettiva basata sulla solidarietà, sui diritti umani e sull’inclusione. Siamo noi la possibilità di cambiare rotta. Il festival della nonviolenza attiva presenterà 5 panel tematici: 5 incontri di approfondimento su disarmo, migrazioni, diritti umani, ambiente e comunità educante. Il festival si propone come uno spazio di riflessione collettiva per uscire dall’economia della guerra e superare la cultura della violenza, promuovendo modelli educativi inclusivi e pratiche di solidarietà internazionale. Grande attenzione verrà data anche alla questione della militarizzazione della scuola con un evento specifico il giorno 3 ottobre (l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università parteciperà a una tavola rotonda nella Sala Montessori dal titolo “Disarmiamoci: come uscire dall’economia della guerra e dalla cultura della violenza per costruire la

Tagli, tagli, tagli… cosa resta della solidarietà internazionale

L’UNHCR nel rapporto Protection Eroded: The Human Cost of Underfunding — La protezione compromessa: il costo umano della carenza di fondi — fotografa le conseguenze della drastica riduzione dei finanziamenti internazionali destinati all’assistenza umanitaria. Si stima che 8 milioni di persone non possano più raggiungere nessuna forma di sostegno da parte di UNHCR. I numeri parlano senza fraintendimenti: i fondi disponibili per l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati sono passati da 5,2 miliardi di dollari nel 2024 a 3,9 miliardi nel 2025. Alla fine dello scorso luglio, l’Unhcr aveva ricevuto appena il 32% degli 8,5 miliardi necessari per il 2026, mentre il numero delle persone bisognose di protezione resta su livelli storicamente elevati. A pagare per primi le conseguenze dei tagli sono donne e bambini con la chiusura o il ridimensionamento dei presidi nutrizionali (ad esempio nei campi in Etiopia e Bangladesh). Ma le conseguenze sono di ampissima portata: dal blocco delle cure non urgenti al mancato riconoscimento legale. Centinaia di migliaia di persone rischiano infatti di rimanere senza registrazione ufficiale. Senza documenti non possono accedere al mercato del lavoro, alla sanità locale o alla scuola. L’UNHCR sta denunciando un’altra gravissima realtà che ha radici lontane ma si sta facendo sempre più stringente: la minor flessibilità nel destinare risorse (ormai molto scarse) là dove sarebbero più necessarie. Infatti il passaggio dal 19% al 51% dei fondi vincolati tra il 2022 e il 2026 descrive il fenomeno dell’earmarking, che sta riducendo drasticamente l’autonomia decisionale dell’UNHCR nella gestione delle risorse umanitarie.

TAI: “Piena solidarietà ai medici perquisiti, i CPR incompatibili con i principi costituzionali”

Da parte del Tavolo asilo e immigrazione (TAI), piena e completa solidarietà ai medici che sono stati sottoposti a perquisizioni personali e domiciliari e costretti a consegnare cellulari e computer personali, fino ad essere, al momento in un solo caso, formalmente indagati. Su Vie di fuga il comunicato stampa: “I sanitari non sono ausiliari delle politiche di sicurezza: il loro dovere è tutelare la salute delle persone in qualunque contesto, come prevede il codice deontologico”. Il Tavolo Asilo e Immigrazione (TAI) esprime piena e completa solidarietà ai medici che sono stati sottoposti a perquisizioni personali e domiciliari e costretti a consegnare cellulari e computer personali, fino ad essere, al momento in un solo caso, formalmente indagati. Come ha giustamente ribadito il presidente della Federazione degli Ordini dei Medici Filippo Anelli, i sanitari non sono ausiliari delle politiche di sicurezza: il loro dovere è tutelare la salute delle persone in qualunque contesto, come prevede il codice deontologico. La segnalazione del Ministero dell’Interno, in particolare del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, che ha dato il via all’indagine di Ravenna e la contestuale campagna politico mediatica sembrano puntare invece all’intimidazione dei medici professionisti che, semplicemente esercitando le loro funzioni, risultano un ostacolo per le politiche del governo. Il Tavolo Asilo Immigrazione ribadisce l’incompatibilità dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) con i principi sanciti costituzionalmente, in particolare gli artt.13 e 32, in quanto luoghi patogeni di violazione costante e quotidiana dei diritti fondamentali. Nel gennaio 2026 il secondo rapporto di

Dati Oim: meno arrivi in UE ma più morti e dispersi

Sono usciti i dati sugli arrivi in UE dal 1 gennaio 2026 al 15 settembre. La fotografia che ne deriva parla di una diminuzione degli arrivi: meno del 39% per quanto riguarda l’UE e meno del 55% per quanto riguarda l’Italia. Ma aumentano i morti e dispersi, su cui tutte le istituzioni tacciono. Calano quindi del 39% gli attraversamenti irregolari alle frontiere esterne dell’Unione europea nei primi sette mesi del 2026: circa 61mila i rilevamenti, secondo i dati preliminari di Frontex. In forte diminuzione la rotta del Mediterraneo centrale, meno 55%, con 16.454 attraversamenti, mentre il Mediterraneo orientale resta il principale corridoio. L’Italia quindi registra un numero decisamente inferiore di arrivi rispetto allo stesso periodo del 2025. Venendo alle cifre, gli arrivi sono passati da 48.231 a 21.393, ma se ci mettiamo ad analizzare il numero delle morti e dei dispersi si vede che sono aumentati da 844 a 996. La stessa situazione si registra in una dimensione macro prendendo in considerazioni i dati dell’UE: quasi 60mila i migranti e rifugiati arrivati via mare in Europa dall’inizio del 2026 contro i 98.040 dello scorso anno ma anche qui il numero di morti e dispersi durante le traversate è aumentato: almeno 2.292, contro i 1.999 dello scorso anno. “Questi dati raccontano due storie allo stesso tempo”, osserva Amy Pope, direttrice generale dell’Oim. “Meno persone arrivano via mare in Europa rispetto allo scorso anno. Ma le persone continuano a morire e a scomparire in numeri allarmanti”. L’Oim avverte inoltre che il bilancio

Run to Gaza mobilita Torino

Domenica la città di Torina si è vestita con i colori della bandiera della Palestina e ha corso, camminato, passeggiato per non lasciare sola una comunità e i milioni di abitanti che la popolano. Run to Gaza è il nome scelto per questa manifestazione di solidarietà che si è svolta con grande successo, registrando la partecipazione di circa 5.000 persone (con oltre 3.500 iscritti ufficiali) e raccogliendo 91.000 euro interamente devoluti a favore degli interventi umanitari di Emergency e Medici Senza Frontiere nella Striscia di Gaza. Sono 42 le associazioni, i comitati e le organizzazioni dietro a Run to Gaza fra cui UISP Torino, Arci Torino, Torino per Gaza, Global Sumud Italia, Freedom Flotilla, Emergency e Azeytouna – L’Olivo di Torino. L’iniziativa non voleva essere solo una corsa aperta a tutte e tutti, ma una vera mobilitazione cittadina che, nelle intenzioni degli organizzatori, metteva insieme “sostegno umanitario, consapevolezza, denuncia e impegno politico”. I fondi raccolti andranno direttamente a supportare le attività di Emergency Gaza nella clinica di assistenza sanitaria primaria ad Al-Qarara, nell’area di Khan Younis, e attraverso il supporto all’Ambulatorio di Al-Mawasi. Altrettanto avverrà nei presidi di Medici senza frontiere che sono presenti in più di dieci località. Run to Gaza è stata un’importante giornata di impegno e di attenzione per la Striscia, una terra che sta continuando a vivere quotidianamente le devastazioni di una guerra che non vede la fine. Se ne attendono altre.

Frontiera del Nordovest: dopo la chiusura del Rifugio Massi un futuro incerto

Pubblichiamo l’appello dei volontari dell’associazione Sentieri solidali diffuso alla vigilia della chiusura per mancanza di fondi del Rifugio Massi di Oulx, in alta Valle di Susa (avvenuta, come annunciato, il 1° settembre): “In questi giorni sono intervenuti numerosi giornali e TV, anche a seguito di una riunione tenutasi nei giorni scorsi presso la Prefettura. In alcuni casi i titoli sono stati molto ottimistici… Ma la riapertura del Rifugio Massi purtroppo non è dietro l’angolo…”.

Frontiera del Nordovest: costretto a chiudere il Rifugio Fraternità Massi di Oulx

La fine dell’attività, dopo la riduzione degli ultimi mesi, è dovuta alla mancanza di contributi istituzionali. La denuncia dell’associazione On Borders: «Il clima rigido, le temperature sotto zero e poi la neve sono ormai tragicamente prossimi. Ritorneremo ad avere vittime tra un’umanità già troppo offesa». Tutti i dati dell’ultimo monitoraggio dell’associazione.

Piano nazionale di attuazione. Finalmente reso pubblico

Dopo 4 mesi il Piano nazionale di attuazione è stato finalmente reso pubblico. È stata necesaria una sentenza del TAR e tanta pazienza ma comunque rimangono oscurate le parti relative ai costi di gestione delle nuove norme. L’Italia sta organizzando l’applicazione del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo e, soprattutto, quali strutture, personale e risorse economiche prevede di mettere in campo.  Il documento, chiamato Piano nazionale di attuazione, è, in sostanza, una sorta di piano dei lavori: indica cosa bisogna cambiare, quali strutture servono, quanto personale occorre e come dovrebbero funzionare le varie procedure. Ma facciamo un passo indietro… Luca Rondi, giornalista di AltrEconomia aveva chiesto di poter vedere il Piano ma Ministero dell’Interno non glielo aveva fornito. Il giornalista si è quindi rivolto al TAR del Lazio, che a marzo 2026 ha stabilito che il Ministero deve consentire l’accesso al Piano. Non essendoci risposta concrete Il giornalista ha quindi avviato a maggio un giudizio di ottemperanza, cioè una procedura con cui si chiede al giudice di obbligare concretamente una pubblica amministrazione a rispettare una precedente sentenza e solo a luglio il Ministero ha trasmesso il documento. E neppure nella sua interezza visto che sono state oscurate le parti relative ai costi.    Il Piano nazionale di attuazione mostra come il Governo italiano ha programmato di adeguare il sistema di gestione dell’immigrazione alle nuove regole europee. Il documento riguarda numerosi aspetti, tra cui l’identificazione dei migranti, i controlli alle frontiere, le procedure per l’asilo, l’accoglienza, i rimpatri, il trattenimento nei

La vignetta

by Mauro Biani – Repubblica
maurobiani.it

IL DIRITTO D’ASILO - REPORT 2020

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IL DIRITTO D’ASILO - REPORT 2020

Ci sono notti in cui sai che qualcosa cambierà. Notti in cui sei tu, a cambiare…

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