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Archivio Tag: Albania

TAI, nuovo monitoraggio in Albania: 90 persone a Gjader, mai così tante

Una delegazione del TAI (Tavolo Asilo e Immigrazione) ha effettuato un nuovo accesso al centro di Gjader, in Albania. «L’incremento dei trasferimenti e l’ampliamento delle presenze segnano un passaggio di estrema gravità». In un comunicato che riportiamo integralmente, anche la denuncia di alcuni casi personali e paradossali.

Modello Albania, CPR e (contro)riforma rimpatri UE: se ne parla a Bruxelles

  L’incontro sarà organizzato il 3 febbraio nella sede belga dell’Europarlamento, ma potrà essere seguito anche in streaming. Per l’occasione è stata realizzata una traduzione in inglese del rapporto “Ferite di confine. La nuova fase del modello Albania” del Tavolo asilo e immigrazione.  

Paesi “sicuri”: ancora aperta la questione se l’Italia potrà far ripartire il modello Albania

  Secondo l’esperto Gianfranco Schiavone, le affermazioni del Governo italiano secondo cui le eventuali future norme UE approvate dal Consiglio Europeo di inizio dicembre rendono legittime le scelte dell’Esecutivo sui centri in Albania sono prive di fondamento, «pura propaganda». Ma intanto, le ultime proposte europee di esternalizzazione del diritto d’asilo e degli iter di rimpatrio sanno di «vendita di esseri umani, considerati al pari di spazzatura da delocalizzare».

Ispezioni dei parlamentari nei CPR, una circolare rischia di ostacolarle

  Mentre la desolante situazione dei centri di trattenimento per migranti al di qua e al di là dell’Adriatico emerge solo grazie al lavoro della società civile e all’impegno di alcuni parlamentari, desta preoccupazione una circolare del ministero dell’Interno che ha introdotto restrizioni all’accesso e ai poteri ispettivi nei CPR.  

Nuovo rapporto TAI dopo sei missioni a Gjadër: “Italia-Albania, sospendete quell’accordo”

  Nell’ultimo periodo monitorato dal Tavolo asilo e immigrazione, fra aprile e luglio, le persone trasferite a Gjadër sono 132, ma quelle effettivamente rimpatriate appena 32. «Una farsa che ha prodotto, prima del prevedibile intervento della magistratura, violazioni dei diritti fondamentali in nome di interessi del tutto divergenti da quelli dell’Italia».  

Richiedenti asilo fino al 45% del totale dei trattenuti nel sistema detentivo per migranti

  Sulla piattaforma Trattenuti, tutti i nuovi dati dei 14 centri detentivi attivi in Italia e in Albania, dai CPR ai “nuovi” CTRA, Centri di trattenimento per richiedenti asilo. Nel 2024 il costo del sistema detentivo per stranieri ha raggiunto quasi 96 milioni di euro, più del totale speso nei sei anni precedenti. Secondo ActionAid e l’Università di Bari, «un esempio emblematico dello spreco di risorse» è dato dall’ospitalità e dalla ristorazione del solo personale di polizia in Albania, per le quali si sono spesi 528 mila euro nel 2024 per appena cinque giorni di operatività dei centri. «L’operazione Albania è il più costoso, inumano e inutile strumento nella storia delle politiche migratorie italiane». Anche alla luce di quasi 300 posti vuoti sul totale di 1.200 disponibili nel “sistema”, «il tentativo di utilizzare il CPR di Gjader per detenere la popolazione straniera irregolare presente in Italia appare del tutto irrazionale e illogico». Processo Moussa Balde a Torino: un’iniziativa “dal basso”.

Modello Albania: il primo rimpatrio “esternalizzato” rompe il perimetro del diritto europeo 

  Secondo il Tavolo Nazionale Asilo e Immigrazione (TAI), il rimpatrio di cinque cittadini egiziani prelevati dal CPR di Gjader e imbarcati su un volo direttamente da Tirana, avvenuto nello scorso maggio, infrange almeno quattro pilastri dell’ordinamento consolidato. L’analisi del TAI.  

Paesi sicuri, “anche il nuovo decreto sarà soggetto alla normativa dell’UE”

  Nel decreto-legge approvato dall’ultimo Consiglio dei ministri i Paesi (presunti) “sicuri” scendono da 22 a 19: dalla lista sono stati depennati Nigeria, Camerun e Colombia. Tuttavia anche la nuova norma, avvertono già i magistrati, sarà soggetta a quelle dell’Unione Europea. Ma che cosa significa per un richiedente asilo provenire da un Paese “sicuro”?

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