Skip to content

Archivio Tag: protocollo italia-albania

Sentenza Paesi “sicuri”, Tavolo asilo: “La Corte UE sconfessa il modello Albania”

  «Con la decisione diffusa oggi, la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha stabilito un principio chiaro: uno Stato membro non può designare un Paese di origine sicuro senza garantire un controllo giurisdizionale effettivo e trasparente, né può mantenere tale designazione se nel Paese non è assicurata protezione a tutta la popolazione, senza eccezioni. Si tratta di una decisione dirompente, che smentisce in modo radicale la linea del governo italiano». Il comunicato del Tavolo nazionale asilo e immigrazione sulla sentenza di oggi.  

Nuovo rapporto TAI dopo sei missioni a Gjadër: “Italia-Albania, sospendete quell’accordo”

  Nell’ultimo periodo monitorato dal Tavolo asilo e immigrazione, fra aprile e luglio, le persone trasferite a Gjadër sono 132, ma quelle effettivamente rimpatriate appena 32. «Una farsa che ha prodotto, prima del prevedibile intervento della magistratura, violazioni dei diritti fondamentali in nome di interessi del tutto divergenti da quelli dell’Italia».  

Albania: giurisdizione senza diritti, voci dal centro di Gjader

  Dalla nuova visita di monitoraggio indipendente del Tavolo asilo e immigrazione emerge un quadro complessivo di grave vulnerabilità psichica e di isolamento giuridico nel CPR di Gjader, epicentro del “modello Albania” italiano. Alcuni dei trattenuti vivevano in Italia da vent’anni, con figli, mogli, famiglie e reti sociali consolidate: l’allontanamento dal Paese ha prodotto una frattura violenta e ingiustificata nelle loro vite. Ma nelle ultime settimane non si sono registrati nuovi trasferimenti coatti. «È probabile che questa sospensione sia collegata alla recente ordinanza di Cassazione che ha rinviato alla Corte di giustizia dell’UE la valutazione della compatibilità del modello con il diritto dell’Unione. Si tratta di un passaggio giuridico che mette in discussione la legittimità dell’intero impianto normativo alla base del trasferimento di persone già sottoposte a trattenimento in Italia».  

Albania, “nuovo” CPR di Gjader, conclusa la missione del TAI

«Nei primissimi giorni di operatività sono stati registrati diversi episodi drammatici e fortemente indicativi: alcune delle persone trasferite hanno messo in atto atti di autolesionismo, si segnala difficoltà nell’accesso all’assistenza legale, è stata rilevata l’assenza di una comunicazione chiara preventiva sul trasferimento forzato, sono state osservate e riportate modalità di trasporto non rispettose della dignità delle persone».  

Accordo Italia-Albania: quei diritti sospesi (e che non potranno essere “esternalizzati” neanche nel 2026)

  Dopo tre missioni e indagini sul campo, il Tavolo asilo e immigrazione dimostra l’illegittimità dei centri italiani in Albania. Oggi l’hotspot di Shëngjin e il centro di Gjader sono vuoti. Ma anche la normativa europea che entrerà in vigore nel giugno 2026 non legittimerà l’esternalizzazione delle procedure d’esame della protezione internazionale su suolo extra-UE.

Modello Albania: la Corte d’appello di Roma non convalida i fermi nel centro di Gjader

Tutti i 43 migranti internati devono ora essere liberati e portati in Italia. Il TAI: «Il modello Albania si rivela ancora una volta fallimentare», ma intanto «chi è stato portato in Albania ha subito una compressione radicale delle proprie tutele. A partire dal diritto d’asilo, snaturato, e dal diritto alla difesa, ridotto a un’ombra priva di efficacia».

Tavolo Asilo: “Migranti in Albania per la terza volta, vulnerabilità senza tutela”

Il Tavolo asilo e immigrazione (TAI), in collaborazione con un “gruppo di contatto” parlamentare, è in missione in Albania per monitorare il terzo trasferimento forzato di migranti organizzato dal governo italiano. Dal Tavolo, la denuncia di gravi violazioni in relazione all’accertamento della minore età e delle vulnerabilità. Pubblichiamo l’ultimo comunicato della rete.

Paesi sicuri, “anche il nuovo decreto sarà soggetto alla normativa dell’UE”

  Nel decreto-legge approvato dall’ultimo Consiglio dei ministri i Paesi (presunti) “sicuri” scendono da 22 a 19: dalla lista sono stati depennati Nigeria, Camerun e Colombia. Tuttavia anche la nuova norma, avvertono già i magistrati, sarà soggetta a quelle dell’Unione Europea. Ma che cosa significa per un richiedente asilo provenire da un Paese “sicuro”?

Copyright 2011-2026 VIE DI FUGA – Alcuni diritti riservati. Contenuti pubblicati sotto licenza Creative Commons BY-NC-SA 4.0