A livello globale i rifugiati e i richiedenti asilo continuano ad aumentare. Ma il numero di quelli che ce la fanno a superare le barriere dell’UE è in picchiata. L’UNHCR stimava a febbraio la presenza globale di 30.800.000 rifugiati, 300 mila in più rispetto alla metà del ’25, oltre a quella di 8.500.000 richiedenti asilo, 100 mila in più. Ma intanto il numero di persone che in tutto il 2025 hanno chiesto per la prima volta protezione nel territorio dell’UE è crollato del 27% rispetto al 2024: da 912 mila a 669 mila. Procedura accelerata: l’Italia seconda in Europa per la sua applicazione.

Nel mondo i rifugiati e i richiedenti asilo continuano ad aumentare. Ma il numero di quelli che ce la fanno a superare le barriere sempre più alte erette dall’Unione Europea è in picchiata. E’ il paradosso che emerge dal confronto fra le ultime stime di “nowcasting” dell’UNHCR e i nuovi dati Eurostat sull’asilo nel 2025.
L’Agenzia dell’ONU stima per la fine dello scorso febbraio la presenza globale di 30 milioni e 800 mila rifugiati, 300 mila in più rispetto alla metà del ’25, oltre a quella di otto milioni e mezzo di richiedenti asilo, 100 mila in più.
Ma intanto risulta che il numero di coloro che in tutto il 2025 hanno chiesto per la prima volta protezione nel territorio dell’UE è crollato del 27% rispetto al 2024: da 912 mila a 669 mila persone. La diminuzione in percentuale è addirittura doppia di quella registrata fra ’23 e ’24.
Richiedenti: Germania – 50%
Nell’ultimo anno la Germania ha addirittura dimezzato i richiedenti nel proprio territorio, da 230 mila a 113 mila (v. grafico sottostante), mentre il secondo Paese per flessione è l’Italia, -16%, da 151 mila persone ricevute a meno di 127 mila.
Il crollo in Germania ha fatto sì che il Paese membro con il maggior numero di registrazioni sia oggi la Spagna, con 141 mila richiedenti (malgrado anch’essa risulti in flessione rispetto ai 165 mila del 2024), seguita dall’Italia e dalla Francia. La Germania è scesa così ad occupare la quarta posizione, davanti alla Grecia.
Quest’ultima invece, con “soli” 55 mila richiedenti registrati, è il Paese membro con la maggiore incidenza in rapporto alla popolazione, pari al 5,3 per mille. Sotto questo indicatore seguono a distanza Cipro , la Spagna, il Lussemburgo e quindi l’Irlanda. Mentre il dato italiano è pari al 2,1 per mille, poco sopra la media UE, 1,5.

Paesi d’origine: primo il Venezuela, ormai terza la Siria
Il 2025 ha visto un altro cambiamento importante: il Venezuela ha superato la Siria come prima provenienza di chi cerca protezione in Europa, triste posizione che il Paese del vicino Oriente occupava dal 2013. I richiedenti venezuelani sono stati 89.500, ben il 13% del totale (ma anche il 23% in più rispetto all’anno precedente). Il secondo Paese d’origine è l’Afghanistan, con quasi 64 mila richiedenti, davanti alla Siria, con 40 mila, seguita dal Bangladesh e dalla Turchia.
Il Bangladesh è il primo Paese d’origine per quanto riguarda l’Italia (quasi 27.500 richiedenti), davanti a Perù, Egitto, Pakistan, Marocco e numerose altre cittadinanze, per un totale di 126.635 persone.
Procedura accelerata: Italia seconda in Europa
Intanto continua a crescere il numero di persone la cui richiesta d’asilo viene trattata con le procedura accelerata. Nello scorso anno sono state oltre 124 mila, + 21% rispetto al 2024 (mentre erano state “appena” 97 mila nel 2023).
Fra tutti i Paesi membri, dopo la Francia l‘Italia è il secondo per numerosità di procedure accelerate, quasi 43.800 nell’anno, + 75% (v. grafico sottostante). Da soli, i due Paesi hanno realizzato l’81% delle “accelerate” contabilizzate nell’UE.

I richiedenti asilo esaminati con procedura accelerata (anni 2024 e 2025, fonte Eurostat 2026).
MSNA, – 39%
Sempre nell’ultimo anno sono poco più di 21 mila i MSNA (minori stranieri non accompagnati) che hanno chiesto asilo nei confini dell’Unione, soprattutto in Germania, Olanda, Spagna, Grecia e Belgio. Qui il dato è in calo del 39% rispetto al 2024, benché in Italia risultino più che dimezzati, dagli oltre 2.000 de ’24 ai 950 del ’25.
Fra i MSNA richiedenti protezione nell’UE, quelli che hanno lasciato l’Afghanistan sono i più numerosi (13% del totale). A seguire, i bambini e ragazzi eritrei, siriani, egiziani, somali e venezuelani.













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