A marzo 2026 è stato lanciato a Roma Food4rights un percorso di formazione rivolto a donne rifugiate pensato per trasformare il talento culinario in una vera professione: una iniziativa sociale che utilizza la gastronomia come strumento di emancipazione e riscatto.
L’iniziativa è rivolta a 40 donne rifugiate, migranti o in condizioni di particolare vulnerabilità (incluse donne segnalate da centri antiviolenza). Le partecipanti provengono da ben 23 nazioni diverse: Afghanistan, Albania, Argentina, Bangladesh, Bolivia, Brasile, Camerun, Capo Verde, Colombia, Costa d’Avorio, Ecuador, El Salvador, Filippine, Honduras, Iran, Moldavia, Mozambico, Nicaragua, Perù, Tunisia, Ucraina, Uganda e Venezuela e portano con sé un bagaglio culturale e gastronomico immenso che il corso punta a valorizzare.
La cucina è da sempre un linguaggio universale, un ponte che unisce culture distanti e trasforma la diversità in ricchezza. È da questa premessa che nasce il nuovo corso di formazione gastronomica gratuita, un’iniziativa dedicata a 40 donne rifugiate che desiderano ricostruire il proprio futuro partendo dalle proprie abilità e dalla passione per i sapori.
Non si tratta di un semplice corso di cucina, ma di un programma strutturato (spesso indicato come bando RYLA) che prevede: laboratori pratici: sessioni in cucine professionali per imparare tecniche di taglio, cotture e gestione dei piatti, moduli teorici: lezioni su sicurezza alimentare (HACCP), nutrizione, food cost, branding e imprenditorialità, mentoring e Inserimento: accompagnamento attivo verso il mondo del lavoro, con possibilità di pratiche retribuite (ad esempio attraverso il catering sociale NinaKilla) e supporto nella redazione del CV.














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