Accoglienza minori, le associazioni: “AI Comuni dovute per legge risorse adeguate”
Anche la società civile si prende carico della questione dell’esiguità di risorse statali per l’impegno di accoglienza dei minori non accompagnati sostenuto direttamente dai Comuni, che nel 2023 e nel 2024 hanno dovuto far fronte a rimborsi parziali delle spese da loro sostenute: 190 i milioni di ammanco. Per il Comune di Bologna, al quale fra ’24 e ’25 potrebbe arrivare il 30% di quanto gli spetta, il Governo Meloni “si sta assumendo una responsabilità gravissima”, mentre fa “propaganda e retorica securitaria che non va oltre i proclami sulle baby gang”. L’ANCI: “Oltre a ristorare i Comuni, perché non si amplia l’accoglienza del SAI?…”. La prima ad avvertire è stata l’ANCI, l’associazione dei Comuni italiani, in una lettera al Governo Meloni del 12 giugno. Poi è arrivata la forte denuncia del Comune di Bologna di fine luglio, per bocca dell’assessora al Welfare Matilde Madrid: «Il Governo si sta assumendo una responsabilità gravissima, i ragazzi arrivano anche se si tagliano i fondi e i Comuni sono lasciati soli». Le denuncia è arrivata in una conferenza stampa: il Governo sta tagliando drasticamente di due terzi i rimborsi ai Comuni per i servizi di accoglienza e integrazione per i minori stranieri non accompagnati (MSNA). Il capoluogo emiliano calcola 1.966.000 di euro di mancati rimborsi tra 2024 e questo 2025. Praticamente, ha denunciato l’assessora Madrid secondo quanto riferito dall’agenzia DIRE, dallo Stato «ci arriverà il 30% di quello che ci spetta»: «Un taglio scellerato» per un comune dove i MSNA sono 400,





