Il ciclo di monitoraggio TAI-parlamentari-consiglieri regionali nei CPR italiani ieri ha fatto tappa in Sardegna. La delegazione che è potuta entrare nel CPR di Macomer denuncia condizioni disumane, rischi per la salute psicofisica e gravi limitazioni al monitoraggio indipendente. Pubblichiamo il comunicato del Tavolo nazionale e il calendario delle prossime tappe del monitoraggio 2025, che si concluderà a Roma, a metà ottobre, con una giornata di restituzione.

Dopo le tappe di Gradisca d’Isonzo e Torino, prosegue il ciclo di visite di monitoraggio del Tavolo asilo e immigrazione (TAI) nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), in collaborazione con il Forum Salute Mentale e all’interno dell’iniziativa “Il viaggio di Marco Cavallo nei CPR“. Ieri una delegazione ha visitato il CPR di Macomer, una struttura che negli anni è stata più volte al centro di denunce da parte di associazioni, avvocati, osservatori indipendenti e giornalisti per condizioni di degrado, violazioni dei diritti e casi di autolesionismo.
L’obiettivo dell’iniziativa è duplice: da un lato osservare direttamente le condizioni di vita delle persone recluse e raccogliere dati e testimonianze utili all’aggiornamento del rapporto annuale CPR d’Italia: Porre fine all’aberrazione; dall’altro rafforzare la mobilitazione della società civile e il dialogo con le istituzioni affinché venga messa in discussione la legittimità stessa della detenzione amministrativa.
Come già successo in passato, anche ieri ai rappresentanti del TAI non è stato permesso di entrare. L’accesso è stato consentito esclusivamente ai parlamentari e consiglieri regionali, escludendo rappresentanti della società civile, esperti legali, medici e attivisti che da sempre compongono le delegazioni TAI. Questa scelta non è soltanto inaccettabile, ma illegittima, in quanto contraddice la Direttiva rimpatri 115/2008 e la normativa nazionale (art. 67 Ordinamento Penitenziario, art. 19, comma 3, D.L. 13/2017, art. 7 direttiva Lamorgese 19.05.22) che garantiscono il diritto di accesso. Impedire l’ingresso a osservatori indipendenti significa alimentare l’opacità dei CPR e ostacolare la conoscenza delle reali condizioni di trattenimento.
Ha dichiarato l’on. Francesca Ghirra:
“Purtroppo a Macomer fanno accedere solo i collaboratori che hanno contratti registrati. La situazione, nonostante gli sforzi del nuovo ente gestore, non è molto cambiata: c’è senz’altro maggior attenzione, hanno introdotto le figure dell’informatore legale, dell’assistente sociale e della psicologa, ma le persone continuano a stare malissimo e a chiedersi perché sono lì dentro. I CPR sono buchi neri del diritto e dell’umanità, devono essere chiusi quanto prima”.
Come già documentato in passato, le criticità del CPR di Macomer riguardano il sovraffollamento, la gestione opaca da parte degli enti affidatari, l’insufficienza dell’assistenza sanitaria e, in particolare, le conseguenze psicologiche devastanti del trattenimento: episodi di sofferenza psichica diffusa, autolesionismo, tentativi di suicidio. Condizioni che confermano l’incompatibilità dei CPR con il rispetto della dignità umana e con la tutela della salute.
Il monitoraggio 2025 ha un focus specifico sulla salute psicofisica, grazie alla collaborazione con il Forum Salute Mentale e al percorso simbolico di Marco Cavallo, emblema della rivoluzione basagliana. La presenza del cavallo azzurro nelle iniziative pubbliche che accompagnano alcune tappe intende dare voce a chi nei CPR è ridotto al silenzio, restituendo visibilità e dignità alle persone trattenute.
Il nostro obiettivo è la chiusura di ogni luogo di detenzione amministrativa per stranieri, obiettivo che continueremo a perseguire con determinazione.
Monitoraggio 2025, le prossime tappeMilano (19 settembre), Pian del Lago (22 settembre), Roma (27 settembre), Trapani (29 settembre), Palazzo San Gervasio (3 ottobre), Brindisi (8 ottobre) e Bari (10 ottobre). A conclusione del viaggio, a metà ottobre, si terrà a Roma una giornata nazionale di restituzione con conferenza stampa presso il Cinema Aquila. |
Collegamento
Nessuno deve sapere cosa accade nei CPR (di Gianfranco Schiavone, L’Unità, 11 settembre 2025)














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