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Medici indagati a Ravenna, la SIMM pubblica un documento di difesa: ‘La cura non è un reato’

Il 12 febbraio 2026, presso l’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, si è svolta un’attività di perquisizione da parte della polizia giudiziaria. L’indagine riguarda presunte irregolarità nei certificati medici sull’idoneità sanitaria di cittadini stranieri destinati al trattenimento nei Cpr.

L’operazione ha interessato in particolare il reparto di Malattie infettive della struttura sanitaria e secondo l’ipotesi accusatoria, alcuni medici avrebbero attestato condizioni di non idoneità al trattenimento che la Procura ritiene meritevoli di approfondimento sotto il profilo penale, configurando il reato di falso ideologico in atto pubblico.

La vicenda ha suscitato attenzione a livello locale e regionale, aprendo un confronto sul ruolo del personale sanitario nella valutazione clinica dei pazienti e sull’interazione tra decisioni mediche e procedure amministrative legate alle politiche migratorie. 

In risposta a questo intervento è stato scritto un documento sull’autonomia medica e sul diritto alla salute (tutelato dall’Art. 32 Cost.) in cui “la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), appoggiandosi alla presa di posizione del Presidente della Federazione Nazionale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) Filippo Anelli del 13 febbraio 2026, e rifacendosi al proprio appello del 16 giugno 2025 sostenuto dalla stessa FNOMCeO, vuole richiamare alcuni principi cardine della professione medica e della nostra Costituzione.

Nel documento viene spiegato che “Le modalità riferite della perquisizione a Ravenna, condotta in modo simile a quelle contro le organizzazioni criminali, umiliano il personale sanitario, distolgono risorse dalla cura dei pazienti e creano un clima di intimidazione che mina la serenità necessaria all’esercizio della professione” e sottolinea che “l’Articolo 32 della Costituzione definisce la salute un “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Questo diritto non decade con lo status giuridico di una persona. L’autonomia del giudizio medico dalle procedure di polizia è garanzia per il mantenimento di un sistema sanitario universalistico e umano.”

Hanno aderito al documento 

– SIMM

– Associazione Studi Giuridici per l’immigrazione (ASGI)

– European Community Psychology Association (ECPA)

– Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (SIEP)

– Medici Senza Frontiere (MSF) Italia

– Mediterranea Saving Humans – Team Sanitario

– Emergency

– Medicina Democratica

– Psichiatria Democratica

– Medici del Mondo Italia

– Medici per i Diritti Umani (MEDU)

– Saluteinternazionale

– Naga

– Rete Mai più lager – No ai CPR

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