Prende il via oggi a Cosenza il Festival Frontiere. Ripopolamento, disarmo, ospitalità, futuro. Giunto alla terza edizione il Festival proporrà panel, spettacoli teatrali, incontri, flash-mob, riflessioni, hip-hop, laboratori, installazioni artistiche per le vie e le piazze del centro della Città.
Il festival Frontiere è organizzato da Ufficio Migrantes dell’Arcidiocesi Cosenza-Bisignano, con il patrocinio e la collaborazione dell’Unical e del Comune di Cosenza ed il sostegno di Fondazione Migrantes e Fondazione Carical.
Dal comunicato stampa: “In un mondo con violenze e guerre causate “da una manciata di tiranni” – come ha di recente affermato Papa Leone XIV – invitiamo tutte e tutti quanti a s-catenare, insieme, l’arcobaleno della pace e dei diritti umani. Lo faremo in Calabria, una delle principali porte della sponda nord dell’Euromediterraneo.”
Il programma è ricco di eventi e iniziative, e si sviluppa seguendo una traccia di quattro parole chiave, Ripopolamento, Disarmo, Ospitalità e Futuro. Fra gli eventi più attesi vi è sicuramente “S-cateniamo la pace”: un evento di performing art creata a partire dai corpi delle persone. Si darà vita a una catena umana animata da scuole, sindacati, associazioni e organizzazioni di qualsiasi forma, per dire che Cosenza, la Calabria, il Sud siamo contro l’industria delle armi e contro i muri in qualsiasi parte del mondo. Per questo si chiede la massima partecipazione di tutti i cittadini di Cosenza e non solo. La catena sarà formata da tutti coloro che sentono la necessità di non sostenere teatri di guerra, muri che dividono, diritti negati e un riarmo indiscriminato.


















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