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La scrittura non va in esilio. Vent’anni di parole che avvicinano

Il 22 ottobre, all’Auditorium del Massimo di Roma, è stata celebrata la XX edizione del concorso lettario “La scrittura non va in esilio”, un progetto del Centro Astalli per avvicinare gli studenti e le studentesse alla vita dei rifugiati.


In sala erano presenti circa 800 tra studenti e docenti e sul palco sono saliti i 19 vincitori scelti tra circa 200 racconti e poesie. Hanno ascoltato in classe le storie di chi è stato costretto a lasciare il proprio Paese, poi hanno fatto qualcosa di speciale: si sono messi nei panni delle persone rifugiate e hanno trasformato quelle storie in racconti e poesie. 💙
Domani è il momento di festeggiare loro e le parole che hanno scritto e scelto con cura. Ascoltare, comprendere e immaginare il punto di vista dell’altro è il primo passo per costruire una società più accogliente.
Con noi ci saranno ospiti speciali: la maratoneta Sofiia Yaremchuk, le scrittrici Angela Iantosca e Pegah Moshir Pour, il regista Alessandro Galassi e la musica di Diletta Fosso, Faiah El Degwy e Giovanni Aversa.
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Vent’anni di parole che avvicinano, storie che fanno riflettere e giovani che scelgono di mettersi in ascolto.

Il concorso letterario nazionale “La scrittura non va in esilio” invita gli studenti delle scuole a dare voce alle storie e al vissuto dei rifugiati attraverso la scrittura. La finalità principale è promuovere l’empatia e l’inclusione, spingendo i giovani a mettersi nei panni di chi è costretto a fuggire da guerre e persecuzioni per superare pregiudizi e favorire il dialogo interculturale. Alle edizioni di quest’anno dei tre concorsi letterari (XX edizione “La scrittura non va in esilio” per le scuole superiori), XII edizione “Scriviamo a colori” per le scuole medie e V edizione “Versi diversi – La poetica della pluralità”) hanno partecipato con i loro scritti circa 200 studenti da tutta Italia, dopo aver seguito in classe i percorsi didattici “Finestre – Storie di rifugiati” e “Incontri – Percorsi di dialogo interreligioso”. Tutti i vincitori hanno ricevuto zaini di libri donati dal Centro per il Libro e la Lettura del Ministero della Cultura, da Sinnos editrice e dal programma Fahrenheit di Rai Radio 3.

Hanno ascoltato in classe le storie di chi è stato costretto a lasciare il proprio Paese, poi hanno fatto qualcosa di speciale: si sono messi nei panni delle persone rifugiate e hanno trasformato quelle storie in racconti e poesie. 💙

In sala vi erano circa 800 tra studenti e docenti, sul palco sono saliti i 19 vincitori scelti tra circa 200 racconti e poesie. Il 22 ottobre è stato il momento di festeggiare loro e le parole che hanno scritto e scelto con cura. “Ascoltare, comprendere e immaginare il punto di vista dell’altro è il primo passo per costruire una società più accogliente.”

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