ActionAid ha presentato alla Corte dei Conti un esposto per denunciare gli sprechi dell’operazione “Albania”: milioni di euro sottratti a servizi essenziali e impiegati in un modello giudicato illegittimo.
ActionAid ha inoltre segnalato all’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) presunte irregolarità nell’appalto da 133 milioni per la gestione dei centri, sostenendo che non sia stata applicata una procedura adeguata alla rilevanza internazionale del contratto.
Il progetto dei centri in Albania, inizialmente finanziato con 39,2 milioni, è rapidamente lievitato a 65 milioni dopo il passaggio di competenze alla Difesa. Grazie a richieste di accesso civico, ActionAid documenta che la Difesa ha bandito gare per 82 milioni, firmato contratti per oltre 74 milioni (quasi tutti affidamenti diretti) ed erogato più di 61 milioni per gli allestimenti. Secondo l’organizzazione, si tratta di risorse sottratte a servizi essenziali, impiegate in un modello giudicato illegittimo.
Nonostante gli interventi della magistratura italiana ed europea, il Governo ha continuato a modificare le norme per sostenere il protocollo Italia-Albania. I centri, però, restano in larga parte inutilizzati (solo il 39% dei posti attivi a marzo 2025) e molto più costosi rispetto alle strutture situate in Italia: a Gjader il costo di un posto per due mesi raggiunge circa 1.500 euro, pari a quanto speso in un anno a Modica.
I dati sui trattenimenti confermano l’inefficacia del modello: tra 2023 e 2024 i rimpatri sono stati pochissimi. ActionAid denuncia che il ricorso a decreti-legge e continui aggiustamenti normativi abbia generato una perdita ingente di denaro pubblico.
A marzo 2025 è iniziato il trasferimento in Albania di persone già trattenute in CPR italiani, con un forte aumento dei costi: il prezzo giornaliero per detenuto a Gjader è quasi triplo rispetto a un CPR in Italia, mentre una parte dei posti nazionali resta inutilizzata. Anche le spese accessorie (missioni, logistica, trasporti) contribuiscono a far lievitare la spesa.
La Difesa ha sostenuto costi aggiuntivi per la nave Libra e per le missioni del personale militare; il Ministero dell’Interno ha speso 630mila euro per trasferimenti e tecnologie; le spese di vitto e alloggio delle forze dell’ordine risultano abnormi rispetto ai costi italiani; il Ministero della Giustizia ha pagato oltre un milione per un penitenziario mai entrato in funzione; il Ministero della Salute ha autorizzato quasi 4,8 milioni, pur avendo un ufficio sanitario di fatto inattivo.
Secondo ActionAid, il controllo della Corte dei Conti e dell’ANAC è essenziale, poiché persone sotto custodia dello Stato risultano di fatto affidate a gestori privati, con gravi sprechi e inefficienze. I dati alla base dell’esposto alla Corte dei COnti e la segnalazione all’ANAC sono dati inediti del progetto Trattenuti di ActionAid e Università di Bari sui costi dei centri in Albania e presunte irregolarità nell’appalto di gestion.
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TRATTENUTI Il progetto Trattenuti è frutto di un lavoro collettivo di raccolta e analisi dei dati svolto da ActionAid Italia e dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Bari. ll progetto è una ricerca e monitoraggio indipendente del sistema di detenzione per stranieri in Italia (e, più recentemente, anche collegato ai centri in Albania).
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