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Domicilio e residenza ai braccianti di San Severo in Puglia

Una grande conquista è stata fatta in Puglia a garanzia dei lavoratori stagionali stranieri. Il Comune di San Severo ha stilato un protocollo di intesa con la Diocesi del territorio per permettere l’elezione di  un domicilio fittizio e l’iscrizione anagrafica ai braccianti (invisibili) che qui si riversano ogni anno.

L’accordo ha visto protagonisti il cardinale elemosiniere del Papa, Konrad Krajewski, inviato dallo stesso Bergoglio, alla fine di settembre, a visitare i “ghetti” per prendere maggiore consapevolezza della gravità della situazione, il vescovo di San Severo Giovanni Checchinato e l’arcivescovo di Foggia-Bovino Vincenzo Pelvi.

Krajewski si era recato negli insediamenti di Borgo Mezzanone e Gran Ghetto, per incontrare migliaia di lavoratori agricoli, per la maggior parte migranti provenienti dall’Africa, principalmente dalla Nigeria, Ghana, Senegal e Gambia, che vivono in condizioni di grave precarietà a livello giuridico, abitativo e sanitario. A seguito di questi incontri la diocesi di San Severo e l’amministrazione comunale “hanno inteso dare testimonianza di vicinanza concreta a tali situazioni mediante la sottoscrizione di un protocollo d’intesa” che consentirà alle persone, “che si trovano in situazioni di povertà e di sfruttamento, di poter eleggere un domicilio fittizio presso le parrocchie e gli uffici diocesani che ne manifesteranno la volontà al fine di poter ottenere il riconoscimento della residenza sul territorio da parte degli uffici anagrafici comunali”.

Papa Francesco stesso al termine dell’Angelus domenicale ha voluto sottolineare quanto è stato fatto per tentare di risolvere questo decennale e grave problema. “Desidero porgere il mio sentito ringraziamento – ha affermato Bergoglio – al comune e alla diocesi di San Severo in Puglia per la firma del protocollo d’intesa avvenuta lunedì scorso 28 ottobre, che permetterà ai braccianti dei cosiddetti ‘ghetti della Capitanata’, nel foggiano, di ottenere una domiciliazione presso le parrocchie e l’iscrizione all’anagrafe comunale. La possibilità di avere i documenti d’identità e di residenza offrirà loro nuova dignità e consentirà di uscire da una condizione di irregolarità e sfruttamento. Grazie tante al comune e a tutti coloro che hanno lavorato a questo piano”.

 

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