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Hotspot, il Tavolo nazionale: “Rispettate la legge”

In un documento congiunto gli organismi del Tavolo nazionale asilo denunciano le violazioni di legge e dei diritti nei tre hotspot aperti nel nostro Paese: Lampedusa, Trapani e Pozzallo. Sono 1.200 le persone ad oggi trattenute.

Ottobre 2015, nell'hotspot di Lampedusa (foto Commissione Europea).
Ottobre 2015, nell’hotspot di Lampedusa (foto Commissione Europea).

«Negli hotspot istituiti in questi ultimi mesi a Lampedusa, Trapani e Pozzallo stiamo osservando gravissime prassi e violazioni di diritti fondamentali: respingimenti arbitrari; trattenimento coatto, senza alcun controllo giudiziario, per periodi più lunghi delle 48 ore previste dalla legge; negazione dell’accesso alla procedura d’asilo e uso della forza  per l’identificazione delle persone in arrivo…».

Le organizzazioni riunite nel Tavolo nazionale asilo hanno denunciato in un documento congiunto la situazione dei primi tre hotspot aperti nel nostro Paese. Sono strutture che già “ospitano” 1.200 persone, ma il loro “sistema” potrebbe arrivare presto a trattenerne 2.100.

«L’apertura di hotspot a Porto Empedocle, Augusta e Taranto, prevista per le prossime settimane, non potrà che aggravare la situazione», sottolineano le organizzazioni.

Il loro documento si conclude con alcune richieste, che iniziano così: «Chiediamo che negli hotspot l’attuale legge italiana venga scrupolosamente attuata e che i centri ritornino ad essere luoghi di prima accoglienza e di soccorso…».

Del Tavolo nazionale asilo fanno parte Acli, Arci, Asgi, Caritas italiana, Casa dei diritti sociali, Centro Astalli, Consiglio Italiano per i Rifugiati, Comunità di S. Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Medici per i Diritti Umani, Medici Senza Frontiere e Senza Confine.

Allegato

Il documento del Tavolo nazionale (file .pdf)

 

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