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Aumentati i casi di vulnerabilità fra i rifugiati

Il centro SPRAR di Montecampione

Nel 2010 è stato raggiunto un record in difetto per quanto riguarda il numero di arrivi via mare e di richieste di asilo politico in terra italiana. Il numero complessivo di domande vagliate dalle Commissioni Territoriali è stato di 12.121 (contro le 17.603 del 2009 e le 30.492 del 2008) e nonostante questo drastico calo lo SPRAR non è riuscito a coprire che una parte del fabbisogno, infatti sono almeno 2.500 i casi segnalati al Servizio Centrale che non hanno ricevuto risposta. Il motivo alla base di questa carenza è per il 90% dei casi l’insufficienza di posti.

Da un’analisi dei dati SPRAR del 2010 è stato possibile rimarcare che vi è stato un aumento di casi vulnerabili sia fra i titolari che fra i richiedenti asilo. Daniela Di Capua, direttrice del Servizio Centrale, ha sottolineato che stiamo assistendo a un incremento delle vulnerabilità «intendendo tra le persone particolarmente vulnerabili non donne incinta o minori non accompagnati ma persone malate con gravi danni psichiatrici».

Appare sempre più stretto il collegamento fra coloro che chiedono asilo politico e la tratta e per questo è importante non sottovalutare più il fenomeno e nemmeno relegarlo ad altra sede di competenza. Sempre dai dati è emerso che fra le vulnerabilità sono in aumento i casi di di persone LGBT, per lo meno per quanto riguarda la popolazione maschile. I cosiddetti LGBT vengono facilmente discriminati nei «grandi centri di accoglienza ma anche in strutture più piccole» per cui si rende necessario un intervento specifico.

Fra il 2010 e il 2011 sulla totalità dei progetti SPRAR approvati e avviati il 13,6% è stato dedicato espressamente alla categoria dei vulnerabili e il restante 86,4% agli ordinari. Nel sud Italia si sta registrando un aumento dei progetti pensati per i vulnerabili.

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