Sulla piattaforma Trattenuti, tutti i nuovi dati dei 14 centri detentivi attivi in Italia e in Albania, dai CPR ai “nuovi” CTRA, Centri di trattenimento per richiedenti asilo. Nel 2024 il costo del sistema detentivo per stranieri ha raggiunto quasi 96 milioni di euro, più del totale speso nei sei anni precedenti. Secondo ActionAid e l’Università di Bari, «un esempio emblematico dello spreco di risorse» è dato dall’ospitalità e dalla ristorazione del solo personale di polizia in Albania, per le quali si sono spesi 528 mila euro nel 2024 per appena cinque giorni di operatività dei centri. «L’operazione Albania è il più costoso, inumano e inutile strumento nella storia delle politiche migratorie italiane». Anche alla luce di quasi 300 posti vuoti sul totale di 1.200 disponibili nel “sistema”, «il tentativo di utilizzare il CPR di Gjader per detenere la popolazione straniera irregolare presente in Italia appare del tutto irrazionale e illogico». Processo Moussa Balde a Torino: un’iniziativa “dal basso”.

Nel sistema detentivo italiano per stranieri i richiedenti asilo sono cresciuti negli ultimi anni fino quasi alla metà (45%) del totale delle persone “trattenute” nel 2024. E il 21% di queste persone non avevano ancora ricevuto un provvedimento di allontanamento, ma si trovavano recluse solo in quanto richiedenti asilo.
I dati emergono dall’ultimo aggiornamento del progetto “Trattenuti“, realizzato da ActionAid in collaborazione con il Dipartimento di Sicenze politiche dell’Università di Bari.
«L’utilizzo della detenzione come strumento della politica d’asilo segna un cambio di paradigma epocale, che pone gravi interrogativi circa gli obiettivi di uno strumento così impattante sui diritti fondamentali delle persone – ha spiegato Giuseppe Campesi dell’Università di Bari: – interrogativi che hanno trovato un riflesso diretto nella crescita significativa delle uscite per mancata convalida o proroga del provvedimento di trattenimento da parte dell’autorità giudiziaria».
Le “liberazioni” dalla magistratura sono passate dal 9% del 2021 al 29% del 2024. Nell’ultimo biennio sono 186 le persone che si sono ritrovate detenute malgrado avessero diritto all’accoglienza e poi sono state liberate: si tratta dell’89% dei 208 richiedenti asilo che hanno fatto ingresso in uno dei tre nuovi CTRA (Centri di trattenimento per richiedenti asilo).
Il sistema detentivo italiano per stranieri comprende oggi 14 centri attivi fra Italia e Albania. Pubblichiamo di seguito alcuni dei dati chiave sul loro (mal)funzionamento, raccolti in una sintesi a cura di ActionAid (e disponibili, con molti altri, nella piattatorma on line Trattenuti).
Funzionamento a scartamento ridotto, rimpatri al minimo storico…
La giustificazione principale per l’esistenza dei CPR è che rendano più efficace la politica di rimpatrio. Ma il ricorso alla detenzione aumenta solo i costi economici ed umani dei rimpatri e, pur prevedendo tempi più lunghi (fino a 18 mesi, dal settembre 2023), non incide sul numero di rimpatri effettuati. Nel 2024 si registra il minimo storico dal 2014: solo il 41,8% (2.576) delle persone in ingresso in un centro di detenzione, su un totale di 6.164, è stato rimpatriato. Nonostante le sempre maggiori risorse dirottate sulla detenzione amministrativa, anche nel 2024, dai CPR italiani sono stati rimpatriate solo il 10,4% delle persone che hanno ricevuto un provvedimento di allontanamento. Da CPR Albania e Italia (ActionAid 24 luglio 2025) |
… costi out of control…
A Gjader, a fine marzo 2025, erano stati realizzati 400 posti: per la sola costruzione (compresa la struttura non alloggiativa di Shengjin) sono stati sottoscritti contratti, con un uso generalizzato dell’affidamento diretto, per 74,2 milioni. L’allestimento di un posto effettivamente disponibile in Albania è costato oltre 153.000 euro. Il confronto con i costi per realizzare analoghe strutture in Italia è impietoso: nel 2024 il CTRA di Porto Empedocle (AG) è costato un milione di euro per realizzare 50 posti effettivi (poco più di 21.000 euro a posto). Nel 2024 il costo del sistema detentivo (l’intero sistema detentivo per stranieri italiano, ndr) è stato di quasi 96 milioni, più del totale speso nei sei anni precedenti (poco meno di 93 milioni). In aggiunta, tra i vari costi non conteggiati, un esempio emblematico dello spreco di risorse: in Albania per ospitalità e ristorazione del solo personale della polizia si sono spesi 528.000 euro nel 2024 per cinque giorni di operatività dei Centri. Da CPR Albania e Italia (ActionAid 24 luglio 2025) |
… in un sistema ingovernabile e patogeno
Da CPR Albania e Italia (ActionAid 24 luglio 2025) |
INIZIATIVA/ Torino, giustizia per Moussa
«Il costo minimo per una persona si aggira intorno ai 4.000 euro. Questo viaggio è totalmente organizzato dal basso e per questo ogni contributo è essenziale…». |
a cura di Giovanni Godio
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