Alla data odierna, la Flotilla è in navigazione in un tratto del Mediterraneo vicino a Creta, avanzando lentamente dopo gli attacchi. Le condizioni meteo, le interferenze – comunicative, fisiche via droni – non la stanno fermando ma la espongono a gravissimi rischi.
La giornata di ieri 28 settembre, è stata un’altra giornata di interlocuzioni tra il governo e i rappresentati della missione umanitaria, con Crosetto che ha incontrato la portavoce italiana, Maria Elena Delia: “La missione va avanti e non ci sono defezioni. Navighiamo in acque internazionali nella totale legalità”. Purtroppo però il governo italiano non si assume la responsabilità civile e politica di stare accanto a chi prova, in modo del tutto pacifico, a rompere l’assedio di Gaza (nel momento stesso in cui hanno invitato gli attivisti propal e le opposizioni alla responsabilità hanno rovesciato su di loro una sfilza di accuse pretestuose, per non dire ridicole.).
Le prossime 48 ore dovrebbero essere quelle decisive, quando Israele — secondo alcune indiscrezioni pubblicate sui giornali odierni — potrebbe decidere di attaccare le imbarcazioni su cui viaggiano ancora una quarantina di italiani, a fronte di circa dieci che hanno scelto di abbandonare la missione. Secondo molti, entro mercoledì, quando nello Stato ebraico si celebrerà lo Yom Kippur. Lo scenario (peggiore) lo ha evocato Crosetto, che ha parlato di pericoli “irrazionali” e potenzialmente con “effetti drammatici”. “Qualora la Sumud Flotilla forzasse il blocco navale, si esporrebbe a pericoli elevatissimi e non gestibili”, ha sottolineato il ministro della Difesa.
Secondo Stefano Bertoldi, il comandante di una delle imbarcazioni — la Zefiro — colpite dai droni negli scorsi giorni, il prossimo attacco alla Global Sumud Flotilla “sarà micidiale”. “Se verrà fatto, e purtroppo i miei segnali mi dicono di sì, è molto probabile che questa volta ci siano gravi feriti ed eventualmente morti.”
Lo stesso Bertoldi ha pubblicato un video in cui ha tracciato la drammatica situazione in cui si trova la Flotilla e ha fatto appello alla società civile italiana per il sostegno di cui ha bisogno; in quanto la politica ha dimostrato definitivamente da che parte vuole stare e restare. Berrtoldi chiede un nuovo lunedì di manifestazioni per gridare a gran voce che la pace prevalga e che l’assedio abbia fine.















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