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La Grecia “pronta ad accogliere il mondo”. Ma per i campi è sempre lockdown

Il governo greco ha comunicato che le restrizioni nei centri di accoglienza e identificazione decise a marzo dureranno almeno fino al 19 luglio. È la quinta proroga, dopo quasi quattro mesi di lockdown. Ma per alcuni, descrivere i migranti come un rischio per la popolazione residente è solo un pretesto, e porta acqua al mulino di «una retorica molto pericolosa», mentre la minaccia reale «viene da fuori». Un rapporto, intanto, torna a denunciare le condizioni umilianti nei centri per migranti: un disastro umanitario appena scalfito, ancora una volta, dalle notizie sull’ultimo progetto di ricollocamento finanziato dall’UE.

Nel “Campo dell’uliveto” a Moria (Lesbo) (© Giorgos Moutafis/Oxfam).

 

Campi migranti in Grecia, lockdown prorogato per la quinta volta. In questi giorni il ministero greco per la Migrazione e l’asilo ha comunicato che le restrizioni nei centri di accoglienza e identificazione decise a marzo «per prevenire l’insorgere e la diffusione di casi di COVID-19» dureranno almeno fino al 19 luglio

Questo significa che dai centri i residenti potranno ancora uscire solo fra le 7 di mattina e le 9 di sera e in gruppi sotto le 10 persone, mentre non potranno allontanarsi da un centro più di 150 persone all’ora. Inoltre il lockdown ha impedito ai gruppi di assistenza e aiuto di effettuare le normali consegne di abiti, pannolini e altri beni di prima necessità.

Le restrizioni sono in vigore dallo scorso 21 marzo, cioè ormai da tre mesi e tre settimane.

Secondo testimonianze raccolte dalla stampa internazionale presso alcune ONG, l’estensione del lockdown è legata alla stagione turistica. «Vogliono che i rifugiati si vedano il meno possibile, pensando così di favorire il gradimento e l’arrivo dei turisti», ha commentato un abitante di Chio che portava aiuti al locale campo di Vial.

Già nei giorni della penultima proroga, a giugno, il capo-progetto di Medici senza frontiere a Lesbo Marco Sandrone ne aveva smentito l’utilità per la salute pubblica: «Non possiamo più tacere – aveva detto -. Le persone qui nel campo non rappresentano una minaccia». Per Sandrone descrivere i migranti come un rischio per la popolazione residente è un pretesto, e porta acqua al mulino di «una retorica molto pericolosa», mentre la minaccia reale «viene da fuori».

La Grecia ha registrato fra tutta la popolazione residente poco più di 3.500 casi di coronavirus con 192 morti, nessuno dei quali nei campi per migranti. Allentando progressivamente le restrizioni generali (campi a parte), a fine maggio il governo di Atene comunicava che «la Grecia è di nuovo pronta ad accogliere il mondo». 

 

Isole, dove muoiono i valori dell’UE

Samo, 2020 (foto InfoMigrants).

Nella prima settimana di luglio sono sbarcati sulle isole dell’Egeo appena 27 migranti. Nella stessa settimana del 2019 erano stati 1.066. Secondo il ministro greco per le Migrazioni sono 17 mila, in totale, i richiedenti asilo e rifugiati trasferiti sul continente per alleggerire la situazione di sovraffollamento e degrado nei campi delle Isole. Ma le ultime cifre ufficiali dell’UNHCR riferiscono ancora di 33 mila persone stipate e bloccate sulle Isole (erano 41.100 a inizio gennaio), in strutture pensate all’origine per 5-6.000 persone.

Un rapporto pubblicato in questi giorni da Oxfam e dal Consiglio ellenico per i rifugiati (vedi nei “collegamenti” qui sotto) ha aggiornato sulle umilianti condizioni dei centri: «I valori europei stanno morendo in Grecia. Detenzioni arbitrarie e “respingimenti” da parte delle autorità. Abusi e molestie su donne indifese in aumento durante il lockdown, 15 mila esposti al contagio da COVID-19 solo nel campo di Moria, in uno spazio concepito per 2.800 persone…»: sono «gli effetti del nuovo sistema di asilo in Grecia a cui potrebbe ispirarsi l’Unione Europea».

 

A quota 114 i minori ricollocati

Atene, minori non accompagnati in partenza per il Portogallo (foto OIM/Ch. Nikolaidou).

Il disastro umanitario (ed europeo) delle Isole greche è ancora una volta appena scalfito dagli sviluppi dell’ultimo progetto di ricollocamento supportato e finanziato dalla Commissione UE. L’biettivo è ricollocare in altri Paesi europei circa 3.300 richiedenti asilo, fra cui 1.600 minori non accompagnati e altre persone in situazione di vulnerabilità. «Il Portogallo prevede di accogliere dalla Grecia 500 minori non accompagnati – informa l’UNHCR -, mentre la Finlandia si è impegnata a ricollocare da Grecia, Malta e Cipro fino a 175 minori non accompagnati e altri richiedenti asilo vulnerabili». Sessantacinque minori non accompagnati sono già stati trasferiti in Germania e in Lussemburgo fra aprile e giugno. Mentre due giorni fa 25 non accompagnati sono arrivati in Portogallo e ieri altri 24 in Finlandia; tutti e 49 sono finalmente liberi dai centri di accoglienza e identificazione di Lesbo, Samo, Chio e Cos. I Paesi UE che partecipano al progetto sono 11. 

Collegamenti

“Migranti, i valori europei stanno morendo in Grecia” (Oxfam, 2 luglio 2020)

Greece extends migrant camp lockdown again amid criticism (Infomigrants, 6 luglio 2020)

MSF: virus “government excuse” to extend migrant lockdown (Infomigrants, 23 giugno 2020)

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Osservatorio Isole è uno spazio di testimonianza in prima persona e di analisi sullo stato di malattia del diritto alla protezione internazionale in Europa, e prende le mosse dall’ultima offensiva militare del regime siriano nella provincia di Idlib e dalla conseguente decisione del presidente turco Erdogan di aprire ai profughi i propri confini verso l’Unione europea, alla fine di febbraio 2020.

Gli articoli e le notizie principali sono a cura di Pietro Derossi (pietro_derossi91@outlook.com), laureato in Giurisprudenza all’Università di Torino e abilitato alla professione forense. Derossi vive in Grecia dal giugno 2019, dove ha lavorato con diverse ONG impegnate sul campo nell’assistenza legale dei richiedenti asilo nonché per l’Ufficio Europeo di Sostegno per l’Asilo (EASO). Ha visitato i campi profughi di Samo, Chio e Lesbo, e attualmente risiede a Lesbo. Intende rivolgersi «soprattutto a chi, pur non lavorando nel settore, è cittadino accorto e impegnato a informarsi: costui contribuisce a mantenere intatto il sogno della democrazia».

IL DIRITTO D’ASILO - REPORT 2020

“Alcune volte è una fuga, altre una scelta, sempre contiene una speranza e una promessa. La strada di chi lascia la sua terra”. Una graphic novel che racconta alle nuove generazioni le storie, le persone e le ragioni delle migrazioni.

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by Mauro Biani – Repubblica
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