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Pakistan

Popolazione: 182.000.000 (2013)
Capitale: Islamabad

Pakistan

Il Pakistan (o Repubblica Islamica del Pakistan) è uno stato asiatico confinante con India, Afghanistan, Iran e Cina. Esso occupa una posizione di rilevanza strategica ponendosi al centro di un incrocio formato dall’Asia meridionale, l’Asia centrale e il Medio Oriente. Lo stato attuale è nato il 14 agosto 1947 dalla scissione con l’India di cui aveva fatto fino ad allora parte.

Il Pakistan è una federazione di provincie e di territori che hanno delle leggi proprie ma che sono sottoposti formalmente al controllo del governo centrale che ha sede nella capitale Islamabad.
Lo stato è così suddiviso:
4 province: 1 Belucistan, 2 Sarhad o provincia della frontiera del Nord Ovest, 3 Punjab, 4 Sindh;
2 terrirori: 5 il territorio della capitale Islamabad, 6 aree tribali di amministrazione federale (FATA);
parte del Kashmir (il cui territorio è suddiviso fra Pakistan, Cina e India): 7 Azad Kashmir, 8 Territori del Nord.

Tipo di governo e politica recente
Il Pakistan è una repubblica federale in cui i due maggiori partiti politici sono il Partito del Popolo Pakistano (PPP) e la Lega Musulmana Pakistana (PML-Q). La storia del Pakistan è intessuta di feroci dittature militari durate fino alla fine degli anni ’90 del 1900. Nel 1999 il generale Pervez Musharraf prese il potere in Pakistan con un colpo di stato che trovo legalizzazione retroattiva nel 2004. Ciò permise a Musharraf di restare presidente del paese fino al 2007, nonostante in più di un occasione referendum ed elezioni a lui favorevoli furono accusate di brogli.
Il presidente odierno della repubblica è il rappresentante del PPP Asif Ali Zardari, vedovo di Benazir Bhutto, ex primo ministro del paese uccisa nel 2007 durante la campagna per le elezioni nazionali del 2008. Queste ultime elezioni sono state considerate dagli osservatori internazionali rispecchianti il volere popolare e restauratrici del carattere democratico della costituzione pakistana. Il primo ministro è Yousuf Gilani. Il PPP e i suoi partner di coalizione controllano il potere esecutivo e legislativo.

Guerre

Un abitante del villaggio di Arnia, nella parte pachistana del Kashmir, guarda attraverso un muro danneggiato dagli scontri a fuoco tra soldati indiani e pachistani. Jaipal Singh, Epa/Ansa
Un abitante del villaggio di Arnia, nella parte pachistana del Kashmir, guarda attraverso un muro danneggiato dagli scontri a fuoco tra soldati indiani e pachistani. Jaipal Singh, Epa/Ansa

Esistono due zone di guerra in Pakistan. La prima riguarda la zona del Kashmir e la seconda le aree tribali di amministrazione federale FATA. Il territorio del Kashmir è conteso da India (per il controllo dell’accesso alle pianure indiane dall’Himalaya e dal Karakorum) e Pakistan (per la volontà di unire sotto la sua bandiera tutti i musulmani del sub-contimente) fin dall’anno dell’indipendenza dei due paesi, nel 1947.  La crisi post 11 settembre ha causato inasprimenti e tensioni fra le due nazioni, seguita da segnali distensivi e da scoraggianti scoperte (nel 2009 sono stati rinvenuti oltre 1500 corpi in una fossa comune nel kashmir indiano).

Le aree tribali invece sono governate a livello nominale dal governo pakistano ma in realtà sono controllate dalle tribù Pashtun, fieramente indipendenti, che le abitano. Parte del territorio delle aree tribali risulta perciò assolutamente impenetrabile dall’esterno. Nel 1893 l’impero britannico stabilì la linea di confine fra il Pakistan e l’Afghanistan tagliando di fatto in due i territori abitati dall’etnia Pashtun e lasciando uno strettissimo collegamento fra i due paesi. Questa divisione ha portato le sue conseguenze fino a oggi con lo scoppio di conflitti interni, soprattutto nel distretto del Waziris tan, dove trovano rifugio molti Talibani in fuga dall’Afghanistan invaso dalle forze statunitensi. Infatti il Pakistan, sulla spinta delle pressioni americane che pretendono più controllo della zona, ha cercato di limitare l’autonomia delle popolazioni e ha inasprito la repressione contro i guerriglieri waziri. Oltre all’esercito pakistano dispiegato nel Waziristan sono diventati periodici anche i bombardamenti statunitensi. Altro distretto del FATA a essere oggetto di scontri è il Belucistan, terra ricchissima di risorse naturali che combatte fin dagli anni ’50 per l’autonomia. Naturalmente con l’inizio della campagna nel vicino Afghanistan le rivendicazioni indipendentiste dei beluci sono state mescolate, e quindi legittimata la repressione da parte del governo di Islamabad, alla lotta contro il terrorismo islamico. Gli attentati in Belucistan sono diventati ormai quotidiani spingendo migliaia di profughi verso altri paesi o altre zone del Pakistan. Le cronache recenti narrano di un terribile attentato avvenuto il 16 dicembre 2014, rivendicato dai Talebano del TTP (Tehreek-e-Taliban), contro un istituto scolastico frequentato dai figli dei militari dell’esercito pakistano che ha provocato la morte di 141 persone, di cui 130 studenti.

Profughi, sfollati, rifugiati

 Bambini afgani rifugiati giocano a palla nei dintorni di Islamabad, in Pakistan. Muhammed Muheisen, Ap/Ansa
Bambini afgani rifugiati giocano a palla nei dintorni di Islamabad, in Pakistan. Muhammed Muheisen, Ap/Ansa

Nel 2013 il Pakistan, con 26.310 domande, è il sesto Paese per numero di richieste di asilo registrate nei 44 paesi industrializzati e analizzati nei rapporti UNHCR ed è, di conseguenza, fra i luoghi in cui si registra il più alto numero di partenze[1].
Il Pakistan ha registrato un picco delle partenze e delle conseguenti richieste di asilo a partire dal 2011 che è rimasto costante negli ultimi anni. Il Pakistan all’inizio del 2009 registrava quasi 2 milioni di internally displaced persons (profughi interni) ed è al tempo stesso il paese che ospita il maggior numero di rifugiati al mondo: nel 2008 ha registrato 1.8 milioni di rifugiati, tutti virtualmente proveniente dall’Afghanistan.

Anno 2014 (primo semestre): 11.858 di cui 1.425 registrate in Italia.
2013: 26.310 domande di cui 3.305 registrate in Italia.
2012: 23.640 domande (dato mancante per l’Italia).
2011: 18.141 domande di cui 1.150 registrate in Italia.
2010: 8.936 domande (dato mancante p er l’Italia)
2009: 11.200 domande di cui 1.187 registrate in Italia
2008: 13 260 domande di cui 920 registrate in Italia

Bibliografia, linkografia, filmografia
Ganguly Sumit, Storia dell’India e del Pakistan: due paesi in conflitto, Mondadori, Milano, 2007
www.ecoi.net


[[1]] UNHCR (a cura di), Asylum levels and trends in Industrialized countries 2009 – Statistical overview of asylum applications lodged in Europe and selected non-European countries.[[1]]

FOOTNOTES

1.  Dati aggiornati secondo il rapporto a cura di UNHCR, Asylum Levels and Trends in Industrialized Countries 2011 – Origin of asylum applications lodged in the European Union (27) | 2010 and 2011 – TABLE 5.   ↑

Vedi anche

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