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A prova di coronavirus il supporto “peer to peer” ai tutori volontari

Presentati oggi i risultati di una sperimentazione del supporto “peer to peer” ai tutori volontari in Sicilia: i gruppi hanno coinvolto una ventina di tutori e si sono dimostrati efficaci e sostenibili. E proseguono oggi anche a distanza, nonostante l’emergenza sanitaria.

(Foto UNICEF 2020).

 

A tre anni dalla legge 47/2017 “Zampa”, l’UNICEF, l’UNHCR, il Consiglio Italiano per i Rifugiati-CIR e il Centro Penc hanno presentato oggi i risultati di una sperimentazione dell’approccio tra pari nel supporto ai tutori volontari in Sicilia.

Spiegano i quattro organismi: per supportare la nuova figura del tutore «sono stati sperimentati tra giugno e novembre del 2019 dei gruppi di supporto tra pari (peer to peer) che hanno coinvolto una ventina di tutori tra Palermo e Catania. L’obiettivo, facilitare lo scambio di esperienze e di informazioni riguardo alle procedure e alle diverse prassi del percorso di inclusione dei minori stranieri non accompagnati».

La sperimentazione ha evidenziato «come il supporto tra pari possa essere efficace e sostenibile. Chi ha partecipato ai gruppi ha riportato di aver avuto la possibilità di chiarire il proprio ruolo, di condividere strategie efficaci e di aver fatto luce sui numerosi risvolti, anche emotivi, che caratterizzano la relazione con i propri tutelati».

Oggi l’attività continua anche a distanza, «a prova del fatto che questa metodologia può essere applicata anche in contesti meno favorevoli come quello attuale, legato all’emergenza sanitaria».

UNICEF, UNHCR, CIR e Centro Penc chiedono ora al Garante nazionale per l’infanzia di promuovere il modello di supporto peer to peer a livello nazionale, «anche attraverso le unità operative presenti all’interno del progetto FAMI “Monitoraggio della tutela volontaria per MSNA in attuazione dell’art. 11 L. 47/2017”».

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