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Repubblica Democratica del Congo

Popolazione: 65.965.795
Capitale: Kinshasa

 

di Marco Gottero
La Repubblica Democratica del Congo è lo stato più grande e popoloso dell’Africa centrale, confina con il Congo Brazzaville a ovest, la Repubblica Centrafricana e il Sudan a nord, l’Uganda, il Rwanda, il Burundi, la Tanzania a est, con la Zambia e l’Angola a sud.

Convivono in RDC almeno 250 gruppi etnici, tra i più numerosi vi sono i Kongo, i Luba e i Mongo. La varietà di culture e società presenti nel paese si rispecchia nell’ampia gamma di lingue utilizzate, tra cui lingala, kikongo, swahili e thsiluba, riconosciute come ufficiali al pari del francese.
Già noto come Congo Belga (1908-1960) e come Zaire durante la dittatura di Mobutu (1965-1996) è oggi suddiviso formalmente in 25 province alle quali si aggiunge la città/provincia di Kinshasa. Tuttavia la riforma amministrativa approvata nel 2009 non è ancora stata applicata e attualmente la RDC conta solamente 11 province/regioni, tra le quali alcune note alle cronache per guerre remote (Katanga) e recenti (Nord Kivu).

Tipo di governo e politica recente

Repubblica Democratica del Congo

La Repubblica Democratica del Congo, nata come tale nel 1997, è governata secondo la Costituzione del 2005 che la descrive come repubblica presidenziale democratica e rappresentativa.
Il giovane presidente Jospeh Kabila, in carica dal 2001, è figlio di Laurent-Désiré Kabila, primo presidente congolese dopo il trentennio di dittatura di Mobutu, che lui stesso contribuì a rovesciare.
Le ultime due elezioni poltiche congolesi che hanno visto trionfare Kabila, nel 2001 e nel 2006, sono coincise con forti scontri e tensioni lungo tutto il paese, al pari di accuse di brogli da parte del rivale Jean-Pierre Bemba.
La situazione politica nel paese è ad oggi particolarmente instabile principalmente a causa degli scontri per il controllo dei numerosi giacimenti minerari a sud e per lo scontro etnico-politico nella regione di Goma, nel Kivu, a nord-est.
I militari governativi, i servizi di intelligence e di polizia si sono resi responsabili di gravi, e i taluni casi politicamente motivate, violazioni dei diritti umani in tutto il paese, compresi frequenti arresti arbitrari, tortura, maltrattamenti e violenze sessuali.
Il governo e le autorità locali hanno attuato crescenti restrizioni alla libertà di stampa e non sono rari i casi di minacce o aggressioni nei confronti di difensori dei diritti umani.

Guerre

L’esercito della RDC è impegnato ad oggi in uno scontro armato con le Forze di liberazione democratiche del Ruanda (FDLR) durante il quale si sono registrate gravi violazioni del diritto internazionale umanitario.
Coinvolto in prima persona nel genocidio ruandese (1994) e nel perdurante massacro di Hutu e Tutsi, il Congo ha visto nascere sul proprio territorio alcuni tra i più grandi campi profughi di tutta l’Africa, tra cui quello di Goma.
Ad oggi la tensione non è affatto sopita e sono tutt’ora in corso, al pari dell’offensiva ufficiale, diverse guerre a bassa intensità lungo il confine nord-orientale del paese. Sono inoltre diverse le offensive nei confronti dell’Esercito di resistenza del Signore (LRA) di origini ugandesi, resosi responsabile di violazioni del diritto internazionale tra cui l’uccisione e il rapimento di numerosi bambini.
Nel giugno del 2010 è stato varato dalle Nazioni Unite l’ennesimo Piano di stabilizzazione e ricostruzione. Lo stesso, a distanza di due anni dal suo concepimento, ha incontrato notevoli difficoltà, non ultima la persistente insicurezza nell’est e l’assenza di una sostanziale riforma governativa delle forze armate.
Il rapporto tra le Nazioni Unite e la RDC è complesso e alquanto teso da ormai mezzo secolo: proprio nel grande Stato centrafricano i caschi blu delle Nazioni Unite dovettero far fronte al primo pesante fallimento internazionale (nel 1961), nonché alla morte sul posto del Segretario Generale Dag Hammarskjöld.
La violenza inter-comunitaria, infine, è particolarmente presente nei dintorni di Dongo, provincia dell’Equateur, nel nord-ovest, dove ha determinato numerose morti e circa 92.000 sfollati.
A causa dell’incontrollabile situazione ad est e della forte presenza di corruzione a livello governativo e amministrativo, la Repubblica Democratica del Congo è ad oggi relegata al 187esimo posto nell’indice di sviluppo umano, ultimo paese della lista.

Profughi, sfollati, rifugiati

Ragazza rifugiata congolese

La Repubblica Democratica del Congo è il diciannovesimo paese per numero di richieste d’asilo nei 44 paesi industrializzati analizzati nel rapporto UNHCR del 2011. Le richieste registrate sono state 6.574. La tendenza registrata in RDC nell’ultimo biennio è di una continua crescita del numero di persone che lasciano il paese e fanno domanda di asilo (+13% rispetto al 2010). Tra i paesi europei la Francia (1.010) e il Belgio (338) sono quelli con maggior numero di richieste d’asilo1.
Secondo l’Internal Displacement Monitoring Centre i rifugiati congolesi presenti nel Mondo sono ad oggi 476.693, la maggior parte dei quali ha trovato riparo in Kenya, Tanzania e Mozambico, mentre nel paese si contrano ad oggi oltre 1.7 milioni di sfollati interni.

 Anno 2011: 6.574 domande di cui 57 registrate in Italia
Anno 2010: 5.834 domande di cui 10 registrate in Italia
2009: 5.189 domande di cui 14 registrate in Italia
2008: 5.209 domande (dato mancante per l’Italia)
2007: 4.810 domande (dato mancante per l’Italia)
2006: 5.510 domande (dato mancante per l’Italia) 

Bibliografia, linkografia, filmografia

1. Carlo Cabone, Burundi Congo Rwanda. Storia Contemporanea di Nazioni Etnie Stati, Gangemi, Roma, 2000.
2. UNHCR (a cura di), Asylum levels and trends in Industrialized countries 2011 – Statistical overview of asylum applications lodged in Europe and selected non-European countries.
3. Luca Jourdan, Generazione Kalashnikov. Un antropologo dentro la guerra in Congo, Laterza, Bari, 2010
4. www.internal-displacement.org
5. www.ecoi.net

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